Il business della Salute e della Sanità

GLI INVENTORI DI MALATTIE”

image001Il giornalista Silvestro Montanaro  – uno dei pochi degni di questo nome –  ci racconta di come l’industria farmaceutica “crea” le malattie. Il documentario descrive con estrema efficacia e puntualità alcune delle nefaste contraddizioni dovute alla commistione tra sanità e affari.
Un reportage sui colossali interessi delle industrie farmaceutiche: conflitti di interesse, studi clinici contraffatti, malattie inventate di sana pianta, vendita di farmaci inutili, se non dannosi, zelanti informatori scientifici e medici compiacenti… alimentano un mercato da cui le multinazionali traggono immensi profitti.
Non solo, la diffusione di medicinali contribuisce ad indebolire una popolazione già danneggiata da mille veleni. E’ paradossale, mentre si decantano i “progressi” della scienza medica, la gente è sovente malata e muore, più spesso di quanto accadeva in passato, a causa di molteplici affezioni … quelle vere.
Il servizio mette in evidenza come l’industria farmaceutica finanziarizzata sia oggi in qualche modo costretta ad ingigantire, spesso con attente strategie di marketing della paura, nuove malattie pur di assicurare un rendimento crescente delle proprie azioni. I danni a carico della collettività mondiale e della sua salute sono incredibilmente evidenti. In America più di 5 milioni di bambini vengono trattati con psicofarmaci, semplicemente perché “troppo” vivaci.
Da nobile disciplina finalizzata al mantenimento della buona salute del cittadino la medicina è stata trasformata in un detestabile business fondato sulla paura e le menzogne.
Il documentario è andato in onda il 05/08/2009 nell’ambito del programma RAI “C’era una volta” di cui Montanaro è autore (è il giornalista che si vede in introduzione al documentario)

Visibile qui:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2d46eae7-7cab-4a04-a354-be9b1e43ef3f.html

Letture per approfondire:

   “Gli inventori di malattie” di Jörg Blech ed. Lindau
–    “Effetti collaterali” di Ben Goldrace ed. Mondadori
–    “Farma & Co. Industria farmaceutica: storie straordinarie di ordinaria corruzione”. di Marcia Angell  ed. Il Saggiatore

L’autrice (Marcia Angell, ex direttore del New England Journal of Medicine, una delle riviste mediche più prestigiose al mondo, attualmente docente di medicina all’Università di Harvard) smonta il castello di bugie che le multinazionali farmaceutiche producono per occultare la scandalosa realtà della terza industria più remunerativa del mondo.
Tutto è cominciato nel 1980, al tempo dell’amministrazione Reagan, con l’approvazione della legge Bayh-Dole che consente a università e piccole aziende di brevettare i ritrovati frutto di ricerche finanziate con i soldi dei contribuenti. Quando un brevetto scade, viene immessa sul mercato un’imitazione del farmaco in questione spacciandola per novità. In questo modo i prezzi dei farmaci rimangono alti, ma non per sostenere la ricerca quanto invece per investire in marketing e organizzare lussuosi congressi medici in splendide località di villeggiatura spacciati per corsi di aggiornamento professionale.
Quanto ai volontari per la sperimentazione, sono reclutati con grosse cifre di denaro offerte ai medici curanti e indirizzati verso ricerche spesso utili solo dal punto di vista del profitto.
Il tutto quando in gioco sono il benessere e la sopravivenza delle persone.

RECENSIONE: http://www.nograzie.eu/wp-content/uploads/2013/11/scheda-Farma-Co-Marcia-Angell.pdf

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Big Pharma è il cartello che riunisce in se tutte le più grandi multinazionali del farmaco, ovvero la potentissima lobby che detiene il monopolio delle cure sulla nostra salute. Ciò premesso, sono proprio le malattie che affliggono la popolazione, soprattutto quelle più terribili a costituire la fonte dei suoi guadagni.
Per Big Pharma quindi le malattie croniche rappresentano una vera manna dal cielo poiché come noto lo scopo dichiarato delle Corporations non è aiutare il prossimo ma incassare guadagni.
Di conseguenza, per le multinazionali produrre un farmaco a basso costo che sia realmente efficace in modo definitivo non si rivela mai un buon investimento. Il massimo profitto infatti lo realizza vendendo medicine che presentano molti effetti collaterali (ovvero che migliorano una patologia creandone altre nello stesso tempo) e pochi (o nessuno) benefici reali.
In tale ordine di idee tutti i prodotti naturali non brevettabili che possiedono eccellenti proprietà terapeutiche senza avere al contempo pericolose controindicazioni non divengono mai oggetto di studio e sono anzi annoverabili come i peggiori nemici dell’industria farmaceutica.
E pur se in linea teorica un farmaco diviene vendibile solo allorché efficace, sta di fatto che le grandi case farmaceutiche hanno a disposizione molti modi per far credere che sia utile o necessario anche quando non lo è affatto.
Il principale di questi sofisticatissimi mezzo di marketing prende il nome di “DISEASE MONGERING” ovvero la mercificazione della malattia.

Selling sickness: the pharmaceutical industry and disease mongering
(ovvero “la malattia del cantastorie”)
http://www.bmj.com/content/324/7342/886.1

Disease mongering and drug marketing
Does the pharmaceutical industry manufacture diseases as well as drugs?
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1369125/

Table of Contents: PLoS Medicine Disease Mongering Collection
http://www.ploscollections.org/article/browse/issue/info%3Adoi%2F10.1371%2Fissue.pcol.v07.i02

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ROCHE E NOVARTIS: UN PATTO PER LA SALUTE (LA LORO PROBABILMENTE … )
5 marzo 2014 – Big Pharma pensa a incassare miliardi, non a guarire i malati.

Due colossi mondiali del farmaco, Roche e Novartis, si sono messi d’accordo per spartirsi i miliardi dalla vendita di due farmaci per la cura della vista identici ma con nomi diversi (Avastin e Lucentis) e soprattutto a prezzi diversi.
Il farmaco è lo stesso ma mentre una dose di Avastin (Roche) ha un prezzo tra i 15 e gli 80 euro, Lucentis (Novartis) costa più di 900 euro a dose.
La Roche (che controlla Genentech, azienda biotecnologica che ha scoperto la molecola di Avastatin inizialmente per curare il tumore) non registra il farmaco per la cura della malattia agli occhi e incassa alte royalties dalla Novartis per la commercializzazione del Lucentis.
E siccome Novartis controlla oltre il 33% del capitale di Roche… incassa, oltre ai proventi dalle vendite, la propria quota di utili.
A danno dei malati, del servizio sanitario pubblico, delle assicurazioni private. A danno di tutti gli altri, insomma. Uno scandalo che ora l’Antitrust italiano ha sanzionato con una multa esemplare: 180 milioni di euro. Uno scandalo senza esclusione

LEGGI: http://www.repubblica.it/economia/2014/03/05/news/roche_novartis-80237361/?ref=HRER1-1

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CONFESSIONI DI UN EX DIRIGENTE DI BIG PHARMA: “PER LORO NON SIAMO MALATI, MA CONSUMATORI” !
John Rengen Virapen ha fatto carriera nel mondo dell’industria farmaceutica. Partito come semplice rappresentante di medicinali, è arrivato a dirigere la filiale svedese della Eli Lilly, uno dei colossi farmaceutici mondiali che compongono la cosiddetta Big Pharma, il cartello che riunisce in se tutte le più grandi multinazionali del farmaco, ovvero la potentissima lobby che detiene il monopolio delle cure sulla nostra salute. Dopo aver vissuto una vita da nababbo, dove nessun lusso gli era negato, Rengen si è reso conto della mostruosità di un meccanismo criminale di cui lui stesso aveva fatto parte per 35 anni.
Da qui il suo pentimento, e la decisione di denunciare pubblicamente la vera natura dell’industria farmaceutica.
Nel libro “Side effects: Death. Confessions of a Pharma-Insider” (“Effetti collaterali: morte. Confessioni di un membro interno della Pharma”) l’ex manager racconta nei dettagli tutti i meccanismi geniali del mercato delle medicine e parla del caso PROZAC (uno degli psicofarmaci più venduti al mondo prodotto dalla stessa Eli Lilly).
Le sue parole bastano e avanzano a far capire cosa sia l’industria dei farmaci…
VIDEO: http://youtu.be/3vKR4g6VMXY

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LA RICERCA CLINICA SPONSORIZZATA DALL’INDUSTRIA E’ UN SISTEMA GUASTO
I risultati della ricerca biomedica (articoli scientifici) rappresentano le basi sulle quali il medico fonda le sue conoscenze, l’approccio alla salute, alla malattia, alla terapia e – in ultima analisi – alle persone che si affidano alle sue “cure”. Per questo è assai condivisibile la preoccupazione espressa da alcuni ricercatori e direttori delle più importanti riviste
mediche, per i problemi che si sono evidenziati nell’ultimo decennio. La manipolazione della letteratura medica può portare i medici a prescrivere farmaci più costosi o a danneggiare i pazienti …
Marcia Angell è medico specializzato in medicina interna e patologia , ex direttore del New England Journal of Medicine, una delle riviste mediche più prestigiose al mondo e redattore-capo per 20 anni, attualmente docente di medicina all’Università di Harvard. In campo sanitario è un’autorità sanitaria riconosciuta e una convinta sostenitrice  della riforma medica e farmaceutica.

In un articolo del 2008 sul JAMA, ella ha affermato che “la ricerca clinica sponsorizzata dall’industria, è un sistema guasto”. 

Leggi l’abstract dell’articolo di Marcia Angell
Industry-Sponsored Clinical Research
A Broken System
Marcia Angell, MD
JAMA. 2008;300(9):1069-1071. doi:10.1001/jama.300.9.1069.
http://jama.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=182478

Leggi la sintesi dell’articolo in italiano (di Luca Iaboli, medico di emergenza – Parma)
http://www.nograzie.eu/wp-content/documents/Industry-sponsorized_research_Iaboli.pdf

Richard Smith, ex direttore del British Medical Journal, in un articolo pubblicato nel 2005 su PLoS Medicine, ha dichiarato che “la ricerca è ormai in gran parte inattendibile e le riviste mediche sono uno strumento di marketing delle compagnie farmaceutiche”.

Leggi l’articolo di Richard Smith
Medical Journals Are an Extension of the Marketing Arm of Pharmaceutical Companies
Richard Smith
Published: May 17, 2005
DOI: 10.1371/journal.pmed.0020138
http://www.plosmedicine.org/article/info:doi/10.1371/journal.pmed.0020138

Leggi la sintesi in italiano di Guido Giustetto (Medico di famiglia a Pino Torinese – Torino)
http://www.nograzie.eu/wp-content/documents/Riviste%20mediche%20braccio%20commerciale%20Industrie%20Farmaceutiche_Guido.pdf

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FANTASMI NELLA MACCHINA (Ghosts in the machine)

“Se siete razionalisti e non credete ai fantasmi è venuto il tempo di ricredervi.
I fantasmi esistono e danno segno di sè, ma non come li immaginate, trascinando pesanti catene in bui corridoi, o nascondendosi sotto bianchi lenzuoli, ora scrivono. Articoli scientifici! E’ incredibile! E sembra che seguano anche regole ferree, una sorta di good practice per le creature ultraterrene, cioè scrivono ma, rigorosamente, non firmano. Fanno firmare ad umani professori, che si ritrovano tra le mani brillanti testi scientifici, pieni di dati ottimistici a favore di farmaci terreni, sono loro a firmare, ma se glielo domandate vi risponderanno che tutto è avvenuto a loro insaputa“.
Ah , come direbbe Eduardo, questi fantasmi!
E non stupisce che questa storia sia raccontata da una ricercatrice di Edimburgo, Rachel Hendrick, dalla brumosa Scozia, la patria delle storie di fantasmi.
Nota per i lettori : la storia rende al massimo se la leggete verso sera sprofondati in una comoda poltrona, con un plaid sulle gambe, alla luce di un fioca candela, così l’atmosfera sarà perfetta.

Vittorio Fontana introduce così il suo commento a un articolo del British Medical Journal (BMJ) sugli autori fantasma che – a quanto pare – infestano tanta parte di ciò che leggiamo sulle più autorevoli riviste di medicina.

Abstract dell’articolo sul BMJ
Ghosts in the machine. BMJ 2011;343:d7860 (pubblicato il 6 Dicembre 2011)
Hendrick Rachel, dottorato di ricerca, Università di Edimburgo e BMJ, Edinburgo, UK
http://www.bmj.com/content/343/bmj.d7860
Traduzione commentata di Vittorio Fontana (Geriatra, Ospedale Bassini, Cinisello Balsamo – MI)
http://www.nograzie.eu/wp-content/documents/Autori%20fantasma_Vittorio.pdf

Un fenomeno segnalato in tempi recenti – descritto con precisione in un articolo di Adriane Fugh-Berman è quello degli autori ospiti e fantasma.
http://www.openmedicine.ca/article/view/118/215

In sintesi, consiste in questo: l’industria farmaceutica paga un professionista di alto livello – di cui non comparirà il nome (l’autore fantasma, “ghost author”) – per scrivere un lavoro da pubblicare sulle riviste mediche. Una volta scritto l’articolo, l’autore fantasma lo spedisce a un autore ospite (“guest author”) indicato dall’industria sponsor e scelto tra i professionisti più autorevoli.
L’autore ospite, ricevuto l’articolo, lo invierà a suo nome alla rivista indicata dallo sponsor.
Sia l’editore che il lettore vedranno solo il nome dell’autore ospite mentre nessuno sarà in grado di sapere chi sia il vero autore (l’autore fantasma) né quanto i contenuti del lavoro possano essere stati influenzati dallo sponsor.
Continua: autori fantasma…
http://www.nograzie.eu/risorse/documenti/autori-fantasma-ghostwriting/

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LA MEDICINA E’ GRAVEMENTE AMMALATA
Mentre i pazienti vivono nell’illusione che i farmaci prescritti dai medici siano sicuri ed efficaci e si basino su prove e risultati di test imparziali e affidabili, l’industria farmaceutica è afflitta da una corruzione che dilaga su scala globale, alimentando un business da 600 miliardi di dollari.
In questo sistema dalle dinamiche perverse e poco trasparenti sono coinvolti non solo singoli soggetti dalla dubbia integrità morale, ma anche moltissime persone perbene che, vittime in buona fede di un grande inganno, assecondano e diffondono il giudizio positivo su un determinato farmaco, basandosi su dati falsati dalle aziende farmaceutiche.
Molto spesso, infatti, l’efficacia dei medicinali viene verificata in test clinici malamente progettati, condotti su un numero ridotto di pazienti poco rappresentativi e analizzati con tecniche che ne enfatizzano solo gli effetti positivi. Quando emergono dati negativi, la legge consente all’azienda di tenerli nascosti, con il risultato che a medici e pazienti arriva solo un’immagine mistificata del medicinale.
Le istituzioni e le associazioni professionali che dovrebbero censurare tale comportamento non lo fanno, e le stesse autorità di controllo tollerano che i dati sugli effetti collaterali siano tenuti nascosti. Particolarmente emblematico per esempio è il caso della paroxetina (un antidepressivo appartenente alla categoria degli SSRI, dai nomi commerciali: Daparox, Dropaxin, Eutimil, Sereupin, Seroxat, Stiliden, generici) destinato agli adulti che per anni è stato prescritto ai bambini senza condurre gli studi necessari per ottenerne la licenza.
E quando i primi test ne hanno dimostrato l’inefficacia, oltre che i gravi effetti collaterali, l’azienda produttrice si è ben guardata dal comunicarlo.
Inoltre, le informazioni vengono comunicate in modo distorto: i medici ricevono notizie sui farmaci da riviste scientifiche di proprietà dell’industria farmaceutica, da rappresentanti e da corsi di aggiornamento tenuti da colleghi al soldo delle aziende.
Questa sconcertante realtà riguarda tutti, l’intero sistema va urgentemente riformato,  con l’invito a tutti, medici, pazienti, aziende farmaceutiche, avvocati, direttori di riviste, a fare qualcosa in prima persona per trovare una “terapia” efficace a questo sistema di cose.

“La scienza sana è degenerata a livello industriale, gradualmente, nel tempo. E tutto ciò è stato compiuto da persone normali, molte delle quali, forse non si rendono neppure conto di ciò che hanno fatto. Voglio che le troviate e che glielo… diciate” (Ben Goldrace)
GUARDA IL VIDEO: http://youtu.be/uxAUajhJbfk

A questo link potete sbirciare un’anteprima di alcune pagine del libro “Effetti collaterali” di Ben Goldrace.
http://books.google.it/books?id=jbtcoYeRHCQC&pg=PT374&lpg=PT374&dq=ebooks+effetti+collaterali&source=bl&ots=4zIzef2zXW&sig=zQNcZ0BpOvFg-9J-zRWswKnAp-A&hl=it&sa=X&ei=nzQeU9ylBYGAywOCgYG4CQ&ved=0CFIQ6AEwBQ#v=onepage&q=ebooks%20effetti%20collaterali&f=false

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Elaborato a cura di Patrizia Marini
Domenica 16 marzo 2014

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