Potere occulto

Per Potere occulto intendo la presenza di organizzazioni transnazionali non governative che operano dietro le quinte dei governi istituzionali, manovrando i rappresentanti dei presidi secondari, meri esecutori delle imposizioni provenienti dall’esterno.

Dolcetta è un buon conoscitore dell’altro piano della storia, meglio definita «occulta», a partire dai retroscena che prepararono la rivoluzione francese del 1789, alla nascita della Massoneria moderna, meglio definita «speculativa» ed al suo sviluppo in Europa ed in Italia, con l’intento di abbattere le monarchie assolutiste e la Chiesa cattolica, simboli della Tradizione.

«Di fatto, sino all’avvento del Fascismo, la Camera dei Deputati, e ancor di più il Senato del Regno, sono in prevalenza formati da massoni (liberali o democratici, e in seguito anche socialisti), e la data del 20 settembre, anniversario della breccia di Porta Pia, diviene festa massonica nazionale, in quanto simbolo della caduta del potere temporale del papato e della riscossa nazionale».
L’influenza determinante della Massoneria sul Risorgimento italiano è solo il preludio ad una costante presenza che verrà confermata per l’intero periodo dell’Italia liberale e giolittiana, per poi scemare con l’avvento dei Fascismo, quando il Gran Consiglio dichiarò «disciolte tutte le organizzazioni massoniche, senza distinzione tra “nazionali” o “internazionali”. Ciò indusse allora i numerosi massoni fascisti ad abiurare al loro passato nelle logge (e in tal caso il regime sembrò di fatto obliarlo), oppure a ribadire la loro fedeltà all’Istituzione, passando nel campo dell’antifascismo».

Con lo scoppio della seconda Guerra Mondiale, l’attività della Massoneria riprende a pieno ritmo, agendo fianco a fianco dei comandi alleati, guidati nella maggior parte dei casi da rappresentanti delle massonerie anglosassoni che durante la «liberazione» si prodigarono al fine di ricostituire la presenza della Logge sul territorio italiano.
Nel dopoguerra il ruolo delle due obbedienze massoniche italiane (Piazza del Gesù e Grande Oriente d’Italia) fu determinante per l’ascesa di diversi protagonisti ai vertici delle istituzioni italiane, ma ciò che oggi interessa maggiormente è l’influenza assunta dai «circoli oligarchici, vale a dire di quei ristretti gruppi di potere i quali controllando la produzione e la finanza, sono in grado di condizionare in modo determinante le scelte e le strategie dei grandi partiti di massa, come pure di determinare la stessa evoluzione di ideologie o dottrine politiche (…) Uno dei frutti della secolarizzazione del tessuto sociale è il passaggio dai gruppi occulti classici (Illuminati di Baviera, Massoneria, Rotary) alle nuove lobbies di impronta contemporanea. Se le prime erano in qualche modo vincolate a una determinata ideologia (lotta contro l’intolleranza religiosa, difesa della libertà di coscienza, tutela dei princìpi del liberalismo ecc.), questa connotazione è del tutto scomparsa dalle seconde, volte a conseguire, in modo esclusivo, una posizione di potere sempre più vasta». [3]

Posizione di potere che viene consolida­ta attraverso il totale controllo degli organi di informazione e di comunicazione, il com­pleto asservimento dei presidi secondari quali partiti politici o organizzazioni sinda­cali e l’omologazione culturale degli individui, attraverso un processo di massificazio­ne planetaria mediata dal consumismo.
In particolar modo in Italia abbiamo assistito allo scontro tra lobbies massoniche come la «P2», incarnata nel progetto politico di Silvio Berlusconi e i circoli oligarchici internazionali, votati solo ed esclusivamente alla realizzazione della completa globalizzazione dei mercati, cancellando ogni minimo sussulto di sovranità politica, economica e militare in ogni singolo Stato. Avvenimenti come la vicenda di “Tangentopoli” vengono creati ad arte dal Sistema tramite l’operato dei suoi galoppini come Di Pietro, al fine di ricambiare una vecchia classe politica e di punire gli epigoni di una politica estera troppo mediterranea e filo‑araba, in contrasto con gli interessi cosmopoliti giudaico‑statunitensi.
«L’anomalia italiana introdotta dall’alleanza Craxi‑Andreotti deve essere liquidata e l’operazione riceve il placet della CIA ed il sostegno politico di due referenti classici in Italia, vale a dire il senatore missino Mirko Tremaglia e l’ex‑capo dei gladiatori, Francesco Cossiga. (…) La distruzione del craxismo doveva infatti aprire la strada a una tecnocrazia d’impronta planetaria. Un nuovo accordo fra gli ex-comunisti e la sinistra democristiana appare ormai come la nuova alleanza, in grado di indurre sindacati, forze sociali e soggetti produttivi al totale asservimento delle oligarchie finanziarie, ma la “discesa in campo” di Berlusconi in politica sembra rompere le uova nel paniere, e preparare l’avvento al potere dei parvenus legati alla vecchia alleanza Craxi‑Martelli‑Gelli».
La panoramica dei centri del potere occulto passa poi a circoli minori quali Lyon’s e Rotary, semplici serbatoi ove attingere potenziali funzionari tecnocratici per circoli superiori, altri come il WASP (White Anglo­Saxon Protestant) ed il massonico Ku Klux Klan, ma ciò che a noi interessa maggiormente è il ruolo del B’nai B’rith e del Congresso Mondiale ebraico, veri centri di potere a livello planetario.

Il B’nai B’rith, esclusiva loggia massonica riservata ai giudei ricopre «un ruolo determinante nel coalizzare l’orientamento politico degli ebrei americani, al punto che, negli Stati Uniti, nessun candidato può sperare di ottenere il voto dell’elettorato ebraico senza un preventivo accordo con l’organizzazione. (…) A partire dal secondo dopoguerra, l’organizzazione ha avuto un ruolo di primo piano nella creazione di una rete capillare di informazione a livello mondiale, tesa a combattere l’antisemitismo e qualsivoglia forma di intolleranza contro gli ebrei». [5]

Ciò è stato possibile con la creazione delI’Anti Defamation League, vero e proprio braccio operativo del B’nai B’rith, che ha costretto diecine di governi in tutto il pianeta a prendere seri e rigidi provvedimenti contro chiunque ostentasse tendenze anti­giudaiche e soprattutto per stroncare la storiografia revisionista.

Per quanto riguarda invece il Congresso Mondiale ebraico, esso «preferisce agire in modo più discreto, e incentra i suoi interventi nel mondo dell’economia e della finanza, piuttosto che in quello dell’informazione. Dal punto di vista della collocazione politica, sia il Congresso che il B’nai B’rith hanno specifici uomini politici americani come referenti privilegiati, ma mentre il B’nai B’rith è apertamente improntato ad una ideologia “liberal”, e pertanto propende a privilegiare l’ala sinistra del partito democratico, il Congresso evita di operare una chiara scelta di matrice ideologica, e si schiera di volta in volta a sostegno di quegli uomini politici che sono inclini a privilegiare gli interessi ebraici». [6]

Tra i principali centri oligarchici Dolcetta individua anche I’Opus Dei (personalmente non crediamo che oggi quest’organizzazione possa realmente costituire un centro di potere occulto paragonabile ad altri circoli mondialisti) definito come «cinghia di trasmissione» fra i vertici dei capitalismo e la gerarchia ecclesiastica.

Altre lobbies, che influiscono primariamente a livello socio‑culturale, sono i movimenti quali “Scientology” o le varie sette “New Age”, improntate ad un’opera di sradicamento dei valori della Tradizione ed allo sviluppo di una sorta di sincretismo religioso funzionale all’omologazione cosmopolita necessaria ai progetti dell’Alta Finanza giudaico-mondialista. I veri propulsori del progetto mondialista sono istituzioni come la Commissione Trilaterale, il Council on Foreign Relations.

La Trilateral Commission integra l’operato del preesistente Bilderberg Group e dal 1972 «ha operato nel senso di costituire un sistema tripolare per blocchi economici, capace di gestire tecnocraticamente gli affari del mondo. Tra le sue aspirazioni hanno avuto il primato la creazione di un’Europa “federata” e un continente americano “integrato”: ciò che è stato realizzato sotto i nostri occhi in questi anni col Trattato di Maastricht, e con la creazione del NAFTA, il “mercato comune” USA‑Canada-Messico. (…) Non si contano i lamenti contro il “disordine” provocato dalle “tendenze protezionistiche” generate dalla “anacronistica” persistenza delle sovranità nazionali. Ciò perchè l’istituzione di un unico mercato mondiale resta l’obiettivo primario dell’oligarchia. Si tratta di creare lo spazio necessario alle operazioni delle multinazionali: quelle imprese, come ha spiegato George Ball (fondatore del CFR, banchiere della Kuhn & Loeb, ex‑sottosegretario di Stato), sono “impegnate a estrarre le materie prime da un gruppo di paesi, a trasformarle in beni industriali usando la manodopera e gli impianti di un altro gruppo di paesi, e a vendere i prodotti in un altro gruppo ancora, approfittando delle comunicazioni, dei trasporti rapidi, dei computer, delle tecniche moderne di management. I confini politici degli Stati‑nazione sono troppo ristretti per contenere le attività del modernobusiness».
Il CFR è invece il reale centro direzionale della politica estera statunitense e fu fin dall’inizio sostenuto e finanziato dalla famiglia ebraica Rockefeller (perchè mai dovrebbero finanziare e sostenere associazioni e uomini se non per difendere i propri interessi?) Dolcetta, profondo conoscitore delle «dietrologie» della politica e personaggio ben inserito nel circuito mondialista (è consulente della Banca Mondiale) riporta alcune affermazioni di David Rockefeller che vengono a confermare quanto analizzato e a legittimare la pretesa di dominio planetario da parte delle istituzioni giudaico‑mondialiste.
«Ma oggi il mondo è più sofisticato e disposto a procedere verso un governo mondiale. (…) La sovranità sovranazionale di una élite intellettuale e dei banchieri mondiali è preferibile all’autodeterminazione nazionale che si praticava nei secoli passati».

E non è tutto, Rockefeller, ha pure ammesso nel 1991:

1 ‑ Che una cospirazione esiste da «quaranta anni»;

2 ‑ che essa ha lo scopo di instaurare nel segreto «un governo mondiale» e la «sovranità sovranazionale» dei banchieri;

3 ‑ che il nemico dei cospiratori è «l’autodeterminazione nazionale».

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