Malattie cardiovascolari, alimentazione e Vitamina C

vitamina

Gian Paolo Cavallaro
(Medico Radiologo)

Può darsi che domani mi venga un infarto o un ictus e allora qualcuno non potrà fare a meno di osservare che è morto quel medico pazzo che pretendeva di prevenire o curare tutto con le vitamine.
Però qualche osservazione non posso fare a meno di farla…
Mio fratello è morto di infarto a 62 anni nella palestra di un albergo in Cina dove si trovava per lavoro.
Aveva il colesterolo a 160 perché prendeva le statine.
Aveva la pressione normale perché prendeva gli antiipertensivi .
Prendeva anche la cardioaspirina.
Non fumava e non beveva.
Prendeva inoltre anche un po’ di altri farmaci, non so esattamente quali, per controbilanciare gli effetti collaterali degli altri.
I cardiologi dicono che si fa così e se lo dicono è perché probabilmente intendono allungare la vita o migliorarne la qualità, oppure perché i protocolli dicono che si fa così e basta.
Qualcuno potrebbe tagliare la testa al toro e dire: si ma comunque l’aspettativa di vita è sempre in aumento. Darò in seguito il mio parere su questa cosa …

Sono stato per indole molto diverso da mio fratello: lui seguiva sempre la versione ufficiale. Era sempre uno studente e poi un lavoratore diligente un marito diligente e, ovviamente, anche un paziente diligente.
Da piccolo mi faceva sempre fare quello che volevo, poi siamo diventati grandi e a comandare nella sua vita sono arrivati gli altri. Io sono tutto il contrario e se una cosa me la dici più di una volta vuol dire che avrai un tuo interesse a dirmela e vuol dire anche che probabilmente è sbagliata.
Ho cominciato a credere un po’ meno nella medicina ufficiale quando, negli anni ’90 parlavano della terapia Di Bella e ne parlavano un po’ troppo male per i miei gusti: allora ho cominciato a girare nei siti alternativi e sconosciuti. Ho cominciato a scoprire cose diverse anche sul resto degli argomenti medici: m cardiovascolari, Aids, vaccini etc.
Un giorno, stanco di essere da solo ad avere certe idee ho cominciato a cercare su Facebook quelli che scrivevano gli articoli in questi siti. Loro non entravano molto ma in compenso ho trovato i loro amici: una bella sorpresa e un mondo seminascosto, adesso ne avrò più di un centinaio con analoghe visioni della medicina.
Mi sono soffermato a studiare più approfonditamente alcune teorie riguardanti la medicina Cellulare di Rath: secondo tali teorie una carenza di vitamine, in particolare vitamina C, e antiossidanti porta a microlesioni delle pareti delle arterie come primum movens verso la malattia aterosclerotica: su queste lesioni si deposita il colesterolo prodotto dal fegato a scopo riparativo e si forma la placca ateromasica (quindi non quello che entra dagli alimenti ma che viene prodotto perché ci serve!).

Da qui seguono ispessimenti fibrotici, calcificazioni, aneurismi, trombi, emboli e quindi infarto e ictus.

Qual’è il miglior modo per combattere questa sequela?
Semplice: rinforzare il tessuto connettivo e quindi la parete dell’arteria per evitare le microlesioni e quindi evitare tutto il resto delle sequele.
Come? Assumendo vitamina C.

Peraltro abbiamo tutti una certa carenza perché per lo stress e l’inquinamento ne bruciamo di più o comunque ne abbiamo più bisogno, così come abbiamo più bisogno di antiossidanti, ma nella dieta ce n’è sempre meno, perché gli alimenti sono sempre più trattati e la frutta è acerba.

Ridurre il colesterolo un po’ potrebbe servire per ridurre la velocità di formazione della placca ma qualcosa mi dice che i problemi si risolvono alla radice …
Ho trovato parecchie altre teorie basate sulla vitamina C , ma chi mi garantisce che non siano tutte storie?

Allora si fa come fanno i grandi medici, come il dr Hamer, il dr Simoncini o il prof Di Bella : si
provano su me stesso.

Nell’anno 2009 circa avevo già la pressione che viaggiava intorno ai 150/100 e il colesterolo a 270, e mi dicevano di imbottirmi di farmaci.

Io ho seguito un’ opzione alternativa assumendo vit. C e antiossidanti e sono scesi entrambi i valori: adesso la pressione è intorno ai 130/85 e il colesterolo a 240. A maggio scorso ho fatto una prova da sforzo e mi hanno detto che non avevo bisogno di prendere niente.

Non contento dei semplici numerini, potendo avvalermi di un mezzo per vedere direttamente le arterie quale l’ecografia, mi sono studiato le mie arterie .

L’ecografia mostra molto bene tutto ciò che è situato fino a 2-3 cm dalla cute, quindi si possono valutare bene le arterie carotidee che portano il sangue al cervello, e quelle degli arti, in particolare la femorale.
Si tenga presente che nella pratica clinica l’ecografia viene richiesta per valutare l’aorta, che si vede molto ma molto peggio, e spesso si può valutare solo se c’è un aneurisma, oppure si guardano le aa carotidee, valutando solo la percentuale di stenosi e le alterazioni di flusso … in altri termini ci viene richiesto di guardare le fasi avanzate della malattia cardiovascolare, in funzione di interventi chirurgici. Le fasi iniziali non interessano perché non ci sono cure mediche per queste …. nella medicina ufficiale.

Il problema è che noi ecografisti dobbiamo fare ciò che ci viene richiesto …

Nel 2009 comunque a livello delle aa carotidee, avevo degli ispessimenti subintimali: in pratica depositi di colesterolo tra lo strato più interno dell’arteria e quello muscolare più profondo. Ispessimenti di una certa rilevanza (quasi 2 mm vs 1,2 mm nei soggetti normali). Questi rappresenterebbero la fase iniziale dell’arteriosclerosi.
Al controllo nel 2014 gli ispessimenti sono scomparsi.

Gli ispessimenti subintimali sembrano non interessare a nessuno a quanto pare, ma ho trovato un lavoro scientifico con ampia casistica (2000 casi) dove si è scoperto che chi aveva uno spessore subintimale delle aa carotidee di circa 2 mm aveva il triplo di possibilità di essere colpito da infarto o ictus. Lo studio è stato effettuato dal centro cardiologico Monzino di Milano fino al 2007 (!).

Ho cominciato nell’occasione a eseguire l’ecografia delle carotidi come dicevo io, cercando gli ispessimenti subintimali, consigliando vitamine ai casi in fase iniziale, spiegando che questo rappresentava una visione della medicina un po’ diverso. Per promuovere la cosa facevo dei prezzi particolarmente vantaggiosi.
Risposta della gente: scadente .

Sono arrivati un sacco di anziani con aterosclerosi avanzata che approfittavano del basso costo per eseguire un esame doppler. Molti non hanno capito lo spirito della cosa.
Parecchi medici mi hanno osteggiato. Non ho visto ritornare quasi nessuno a ricontrollarsi dopo mesi di terapia vitaminica (che evidentemente non facevano) come mi sarei auspicato all’inizio. E poi noi ecografisti dobbiamo fare gli esami che ci chiedono, mica possiamo prendere iniziative personali (….)

Attualmente sono abbastanza convinto che la vera prevenzione si possa fare solo a pochi eletti che hanno capito: se le persone hanno più medici nella loro cerchia di conoscenze diventa ancora più difficile: mi spiace dirlo ma è così!

Però qualche caso “emblematico” che mi ha aiutato a confermare le mie teorie c’è stato …
Ricordo un uomo di 74 anni che era venuto a fare l’ecografia delle carotidi. Andava molto fiero del fatto che, grazie alle statine, aveva sempre mantenuto il valore di colesterolo intorno ai 160 o anche meno. Peccato che ad un precedente controllo doppler del 2004 si segnalava qualche piccola placca ateromasica, mentre al mio controllo nel 2012 (sempre sotto statine) c’erano ostruzioni tra il 50% e il 60%. Ditemi almeno una ragione valida per pensare che questo signore era meno a rischio sotto terapia che se non l’avesse fatta!

Sulle statine ci sono altre cose da dire: gli effetti collaterali sono notevoli ma soprattutto non vengono calcolati gli effetti a distanza. In altre nazioni si associa sempre alla statina il coenzima Q10, un micronutriente fondamentale nel metabolismo energetico a livello cellulare che è dimostrato si riduca in chi assume statine. In Canada e in Giappone i medici che non somministrano coenzima Q10 in chi fa uso di statine possono essere denunciati per negligenza. In Italia i cardiologi non sanno neppure cosa sia…

La carenza di coenzima Q10 puo’ portare a disturbi di qualunque genere tra cui l’infarto stesso …
Per quanto riguarda gli antiipertensivi, anche in quel caso nutro le mie perplessità: i cardiologici fanno sermoni a chi supera i 140/95 di pressione perché valori superiori sono a rischio; peccato che la pressione sotto sforzo massimo, per esempio dopo una pratica sportiva, arriva fisiologicamente a 250 mmHg, mentre durante un rapporto sessuale può arrivare a 180 mmHg.

Forse è lecito pensare che più che giocare su numerini senza senso sia meglio mantenere le arterie più sane possibili e i controlli farli senza guardare i numerini ma guardando le arterie direttamente …

cuore
I farmaci hanno tutti degli effetti collaterali; in generale determinano un effetto ossidante e aumentano il carico di sostanze tossiche già presenti nel nostro organismo in quantità abbondanti.

Nel caso di mio fratello, così come per tutte le persone di età intorno ai 50- 60 anni, era obbligato ad una vita intensa di lavoro perché, non solo si deve arrivare a lavorare fino a 67 anni, ma fino all’ultimo non si fanno sconti, tutti tenuti sotto scacco dal solito ricatto: se non ti va quella è la porta.

Diventa una sorta di sommazione: le arterie sono già alterate, si aggiunge la tossicità del farmaco, si aggiunge lo stress lavorativo, gli anni, il fuso orario, l’inquinamento (in Cina è micidiale), l’attività fisica in ambiente chiuso che abbassa ulteriormente la percentuale di ossigeno aumentando quella di anidride carbonica.
Ma i cardiologi tutte queste cose le dicono o le sanno o guardano solo i freddi protocolli?

Qualcuno potrebbe osservare che comunque l’aspettativa di vita alla nascita è sempre salita (adesso forse è stabile …) , tuttavia è certo che lo stato di salute del cinquantenne/sessantenne di oggi è peggiore di 30 anni fa: l’aspettativa di vita sana è in discesa vorticosa dal 2003

Credo che, probabilmente, la persona in quella fascia di età è molto a rischio, senza contare il fatto che se uno è costretto ad assumere 3, 4, 5 tipi di farmaci, tutti salvavita, magari un giorno si dimentica di assumerli oppure semplicemente si rompe le palle.

Poi arriva la pensione, le pantofole, il letto, le badanti etc etc .. i farmaci non rafforzano il tuo stato di salute ma ti preservano dall'”evento Finale” cioè dalla morte. Forse dopo la pensione, quando i ritmi sono meno forsennati e i farmaci sono regolarmente somministrati dai figli e dalle figlie è probabilmente ancora lì che la statistica gioca a favore dell’allungamento della vita.
D’altronde le case farmaceutiche ti vogliono malato ma vivo.

Ma quando questi fanno l’ecografia o la TAC e guardi le arterie rimani completamente allibito a pensare a come c…. fanno ad essere ancora vivi.

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5 thoughts on “Malattie cardiovascolari, alimentazione e Vitamina C

  1. Orazio Rindone ha detto:

    Quanti Gr. Di vitamina C e dosaggio Q10?

  2. elisabetta astegiano ha detto:

    sono anch’io un medico e sono pienamente d’accordo con te…!!!!su tutti i fronti ,compresa la scarsa adesione di pazienti di fronte a queste cose.Devo anche dire che la cosa non mi ha fermato,dopo anni di ospedale e altre esperienze attualmente pratico medicina biologica e i risultati positivi ottenuti(primariamente sperimentando su me stessa come hai detto tu)determinano un passaparola che induce la gente ad avvicinarsi….certamente modificare le abitudini(secondo me schiavitù)per la gente sembra sempre difficilissimo….
    buona continuazione di lavoro
    Elisabetta

  3. Gio ha detto:

    Anche io e comunque la vitamina c la troviamo maggiormente nel limone!!!

  4. giuseppe ha detto:

    sono pienamente d’accordo con te

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