La ricetta di Padre Romano Zago (antitumorale)

Padre-Romano-zago

Esistono 400 specie di Aloe, quella che a noi interessa è l’ Aloe Arborescens , che è quella che è stata sempre usata da decenni nella cura dei tumori ed è anche, per fortuna, una delle più comuni. Le altre specie, come ad es. la comunissima Aloe Vera Barbadensis (comunemente chiamata l’aloe “a foglia larga”), hanno una concentrazione di principi attivi notevolmente minore (fino a 3 volte). Innanzitutto voglio insistere sul fatto che la ricetta si basa su ingredienti rigorosamente naturali, per cui

I PRODOTTI VENDUTI IN COMMERCIO SONO COMPLETAMENTE INUTILI occorre che la pianta sia presa dal terreno e tenuta in casa in vaso o in giardino. Essendo una pianta grassa, non occorre essere esperti di giardinaggio, basta un minimo d’acqua ogni tanto ed esposizione solare (preferibilmente diretta). Non affidatevi ai prodotti in commercio, perché pensate che “tanto è la stessa cosa”, poiché non è affatto la stessa cosa. La pianta deve essere protetta dal freddo eccessivo, se abitate al Nord occorre che stia al riparo altrimenti si rovina.

NON SCRIVETEMI CHE E’ IMPOSSIBILE PER VOI “COLTIVARE” LA PIANTA, POICHE’ E’ SEMPLICISSIMO, BASTA UN VASO E UN PO’ D’ACQUA OGNI TANTO. SE NON VOLETE FARLO, DITEMI PIUTTOSTO CHE NON “VOLETE”, NON CHE E’ “IMPOSSIBILE”.

Le foglie dell’ Aloe Arborescens sono verdi (a volte con sfumature rossastre) e di lunghezza variabile da 15 a 60 centimetri, a seconda del suolo, della presenza di acqua e dell’esposizione al sole. E’ meglio non annaffiare frequentemente la pianta, soprattutto quando occorre prelevare le foglie, poichè il succo altrimenti viene diluito.

Bisogna usare Aloe Arborescens, non Aloe Vera Barbadensis

L’ideale è una pianta con foglie di 40 cm di lunghezza o più (5 anni o più), ma vanno benissimo anche piante con foglie da 20 centimetri almeno (2 anni di età).

Tagliare le foglie, il gel non deve vedere mai la luce. Scegliere le foglie nè troppo in alto perchè sono troppo giovani, nè quelle troppo in basso perchè sono ingiallite e appassite. Coprirle dalla luce anche artificiale, basta metterle in un sacchetto di plastica non trasparente. Pulirle dalla polvere con uno straccio asciutto, non bagnarle con acqua. Tagliare via le spine con un coltello, lasciando tutta la buccia esterna. Tagliare a pezzetti e mettere in un frullatore insieme al miele.

Cucchiaio di Aloe Arborescens

La ricetta originale brasiliana di Padre Romano Zago, frutto di un’esperienza più che ventennale, è la seguente:

– 350 grammi di foglie di Aloe Arborescens (non Aloe Vera Barbadensis), pari a 3-10 foglie a seconda della lunghezza

– 350 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori)

– 10 ml di grappa, pari a un cucchiaino (non vanno bene alcool, vino, birra o liquori)

E’ molto meglio però preparare barattoli più piccoli, mantenendo le proporzioni, il grande vantaggio è di avere un preparato ancora più fresco e più efficiente ogni volta.Con il dosaggio originale brasiliano viene un barattolo gigantesco e dato che deve essere consumata al massimo entro una settimana è molto meglio fare barattoli più piccoli. In questo caso è bene seguire questa altra ricetta con dosi di un terzo rispetto all’originale.

– 120 grammi di foglie di Aloe Arborescens (non Aloe Vera Barbadensis), pari a 1-4 foglie a seconda della lunghezza

– 120 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori)

– la grappa NON è necessaria e NON va mescolata nel preparato (vedi sotto), ma va bevuto un cucchiaino quando si assume il preparato (non vanno bene alcool, vino, birra o liquori)

Ovviamente bisogna assumere 3 di questi barattoli più piccoli di fila senza interruzione. 3 barattoli più piccoli equivalgono quindi a un barattolo grande della ricetta originale. Le dosi, come il numero delle foglie, sono indicative. Non occorre essere esageratamente pignoli. Se si mette un pò di più o un pò di meno non cambia nulla.
La funzione della grappa, in teoria è di dilatare i vasi sanguigni per aumentare l’assorbimento, ma con la grappa il preparato dura la metà del tempo (cioè va a male molto prima), quindi se proprio si vuole assumere la grappa (è facoltativo) la migliore cosa è di bere un cucchiaino quando si assume il preparato, SENZA versarla nel barattolo. In questo modo il preparato si mantiene fresco il doppio del tempo e l’effetto di dilatazione dei vasi sanguigni si ottiene ugualmente.
Se si hanno problemi ad assumere il miele, si può ridurre (o al limite eliminare) questo ingrediente, in quanto non è indispensabile per la cura. Chi ha il diabete NON deve prendere il miele, ma può sostituirlo, se vuole, con dolcificanti (eccetto l’aspartame che è un dolcificante altamente cancerogeno!).

Aloe-arborescens-Yellow-Torch-Aloe

L’ALOE E’ ASSOLUTAMENTE INNOCUA E PRIVA DI EFFETTI COLLATERALI !

Le foglie devono appartenere a una pianta non giovane, ma piuttosto sviluppata, più sviluppata è e meglio è, vissuta in un ambiente non inquinato e il più soleggiato possibile. Se la pianta è grande e sviluppata, con foglie spesse e lunghe, ed è l’immagine della salute allora è una buona pianta, se invece è piccola e poco sviluppata, con foglie sottili e corte e dall’aspetto raggrinzito, anche se dovesse avere 20 anni non è sicuramente una buona pianta poichè è vissuta all’ombra. La presenza del fiore è sicuramente indicativa di un’ottima salute della pianta, ma NON E’ necessario che abbia il fiore per essere perfetta. Le foglie (evitando quelle appassite o quelle troppo giovani) devono essere tagliate di sera o di notte con la minore luce possibile , questo perchè

IL GEL DELLA PIANTA, ALLA LUCE SOLARE O ARTIFICIALE PERDE IMMEDIATAMENTE EFFICACIA.
Inoltre è preferibile non tagliare le foglie subito dopo la pioggia (o l’innaffiamento), ma 2-3 giorni dopo. Subito dopo aver tagliato le foglie, occorre pulirle con un panno asciutto, sempre in una stanza semi-buia (non occorre il buio completo, dev’esserci un’illuminazione simile a quella di una TV accesa in una stanza buia) e togliere le spine con il coltello.

NORMALMENTE OCCORRE OLTRE AL GEL ANCHE LA PARTE ESTERNA DELLE FOGLIE (TOGLIERE SOLO LE SPINE) CHE CONTIENE PRINCIPI ATTIVI ESSENZIALI, MA SE SI HANNO GROSSI PROBLEMI DI DIGESTIONE (AD ES. L’ULCERA) SI PUO’ TOGLIERE VIA LEGGERMENTE DI PIU’ LA PARTE PIU’ ESTERNA (RICCA DI ALOINA E LIEVEMENTE IRRITANTE PER L’INTESTINO). LA PARTE PIU’ INTERNA DELLE FOGLIE E’ MENO RICCA DI ALOINA E QUINDI NON E’ IRRITANTE PER L’INTESTINO, INOLTRE CONTIENE LA MAGGIOR PARTE DEI PRINCIPI ATTIVI.

I PRODOTTI COMMERCIALI GIA’ PRONTI SONO COMPLETAMENTE INUTILI , POICHE’ SONO SPESSO A BASE DI ALOE VERA BARBADENSIS E NON ARBORESCENS, INOLTRE SPESSO CONTENGONO SOLO IL GEL FILTRATO E NON I PRINCIPI ATTIVI DELLE FOGLIE, INFINE CONTENGONO CONSERVANTI E NESSUNA GARANZIA CHE LA PREPARAZIONE SIA STATA SVOLTA INTERAMENTE AL BUIO.

I titolari delle aziende che vendono prodotti assicurano che sono cari amici di Padre Romano, che i loro prodotti sono preparati scrupolosamente al buio, insomma vi racconteranno tutto quello che volete sentirvi dire per rassicuravi, ma la verità è che i prodotti commerciali non hanno nessuna efficacia e padre Romano è proprio il primo a dirlo nel suo libro e anche in tutte le sue conferenze.

A questo punto si mettono le foglie tagliate a pezzetti in un frullatore assieme al miele. Quando si è ottenuta una crema verde semi-liquida, si mette in un barattolo opaco in cui non possa entrare la luce e si mette nel frigorifero (non in freezer).

IL PREPARATO NON DEVE ESSERE ESPOSTO ALLA LUCE NEPPURE QUANDO SI INGERISCE.

Se si hanno difficoltà a berlo al buio, può essere utile mettere il preparato in un contenitore opaco chiuso e berlo da una cannuccia, in questo modo non sarà necessario neppure spegnere la luce della stanza, poichè la luce non potrà entrare in ogni caso nel contenitore.

Il miele ha due funzioni, la prima è di rendere la crema più dolce, poichè l’aloe è amarissima (aloe in arabo vuol dire appunto “amaro”) e la seconda è di veicolare meglio il preparato all’interno dell’organismo, se si hanno problemi di glicemia si possono ridurre opportunamente le dosi di miele (o sostituirlo con dolcificante purchè non sia l’aspartame che è cancerogeno).

La grappa non è indispensabile, l’uso è facoltativo a seconda delle preferenze. Non va messa se si hanno problemi a digerire gli alcolici o se si ha l’ulcera o il cancro nell’apparato digerente. In ogni caso non va aggiunta al barattolo, ma va assunta a parte quando si assume il preparato. Se si sceglie di prenderla, è meglio usare quella distillata pura, ossia fatta con un solo tipo di uva (“monovitigno” nell’etichetta) piuttosto che la “vinaccia”, preparata con diversi tipi di uva.

Il preparato va assunto preferibilmente a stomaco vuoto per migliorare al massimo l’assorbimento dei principi attivi.

E’ PREFERIBILE NON MANGIARE O BERE PER ALMENO UN’ORA DOPO AVERLO INGERITO.

Se viene assunto a stomaco pieno può non essere assorbito al meglio e l’efficacia può essere ridotta. Si può fare l’eccezione di un sorso d’acqua dopo averlo assunto, dato che il sapore dell’aloe diventa amarissimo dopo alcuni giorni di conservazione. Prima di assumerlo occorre rimescolare bene, poichè il preparato tende a concentrarsi sul fondo del barattolo.

2 cucchiai 3 volte al giorno oppure 3 cucchiai 2 volte al giorno

ricetta aloe arborescens

La cura va continuata fino a terminare il barattolo (da 350 grammi oppure i 3 barattoli da 120 gr.), dopo di chè si fa un giorno di pausa per massimizzare l’efficacia, ma se si ha timore si può anche continuare la cura senza pause, poi si riprende con un altro barattolo (da 350 grammi, oppure altri 3 barattoli da 120 gr.) e così via per un nuovo ciclo, FINO ALLA SCOMPARSA COMPLETA DELLA MALATTIA accertata ovviamente mediante esami clinici, ma è bene continuare a prenderla per alcuni (4-6) mesi dopo, poichè

SE SI ABBANDONA LA CURA QUANDO IL CANCRO NON E’ANCORA DEL TUTTO SCONFITTO E LO SI TRASCURA, QUESTO RECUPERA VELOCEMENTE E IN BREVE TEMPO RITORNA PIU’ VIOLENTO DI PRIMA !

Questo succede solo nel caso si lasci la cura a metà e non la si riprenda più, trascurando il cancro non ancora debellato in modo definitivo.
Fare la cura dell’ aloe arborescens IN NESSUN CASO può peggiorare la situazione per cui è SEMPRE consigliata. L’unico sbaglio che si possa fare è quello di non fare la cura. Fare la cura, anche in modo incompleto, è sempre meglio, in tutti i casi, che non farla per niente!

Prima fase Prima pausa Seconda fase Seconda pausa Terza fase Terza pausa
Barattolo piccolo da 120 grammi (consigliato) 3 barattoli, senza interruzione. 2 cucchiai 3 volte al giorno un giorno di pausa 3 barattoli, senza interruzione. 2 cucchiai 3 volte al giorno un giorno di pausa 3 barattoli, senza interruzione. 2 cucchiai 3 volte al giorno e così via ricominciando daccapo
Nei giorni di sospensione, se sono più di uno, il cancro può in qualche modo iniziare a riguadagnare terreno. Inoltre, il malato ha un giustificato quanto inevitabile timore di non essere più “coperto” dall’azione dell’aloe e che il cancro possa appunto riprendere forza. In questi giorni di pausa, quindi, il malato con il suo atteggiamento produce per via psicosomatica delle tossine che vanno a grande discapito della salute e del sistema immunitario. Per questo motivo è molto meglio fare al massimo un solo giorno di sospensione o addirittura non farne affatto. Non c’è nessun motivo di sospendere la cura per una settimana o più, servirebbe solo a peggiorare le cose.

La scomparsa della malattia si deve accertare mediante gli esami medici classici ( radiografia, TAC, scintigrafia, markers tumorali ecc.), ma ovviamente

LA CURA NON DEVE ESSERE ABBANDONATA SUBITO DOPO LA SCOMPARSA DELLE MASSE TUMORALI,

ma occorre continuarla per qualche (3-6) altro mese. Questo perchè, nonostante dagli esami non risulti alcuna traccia di cancro, qualche cellula cancerosa può tuttavia rimanere. Questi micro-focolai, non rilevabili dagli esami, sono pericolosissimi e possono esplodere in brevissimo tempo. Nel giro di un solo mese da un micro-focolaio, invisibile agli esami, si può passare a una massa di ben 20 cm di spessore!Gli esami non garantiscono nulla! Anche dopo 6 mesi di esami negativi si può avere una ri-esplosione immediata e rapidissima del cancro.Ecco perchè si deve continuare a prendere l’ aloe ancora per 3-6 mesi dall’ultimo esame negativo. L’unico modo per essere veramente sicuri al 100% è quello di prendere l’aloe per 6 mesi dall’ultimo esame negativo
Lo sviluppo della malattia in genere viene bloccato entro il primo mese o al massimo entro il secondo mese. Entro 2-3 mesi si deve osservare il regredire e successivamente la scomparsa della malattia. Se la malattia non accenna a regredire dopo 2 mesi, vuol dire che si deve aumentare la dose o che la ricetta non è stata preparata correttamente o che la pianta da cui si attinge non è buona o non è della specie giusta o che non si sta affrontando la malattia con la giusta attitudine mentale (se si è fortemente depressi o non si ha la voglia di guarire nessuna cura al mondo può nulla, poichè è come se non si volesse guarire! In questo caso la mente comanda al corpo costantemente di ammalarsi e di non guarire!). In questi casi occorre al più presto individuare la causa e rimediare.

Assicurarsi, prima di iniziare la cura, che la pianta sia quella giusta e che la preparazione avvenga senza errori

PER GUARIRE DAL CANCRO E’ NECESSARIO AVERE LA GIUSTA ATTITUDINE MENTALE
SENZA VOGLIA DI VIVERE E DI GUARIRE NESSUNA CURA PUO’ NULLA !!!

Per chi ha problemi di digestione

A DOSI NORMALI L’ ALOE ARBORESCENS NON HA ALCUN EFFETTO LASSATIVO. Perchè l’effetto lassativo si verifichi, la dose dovrebbe essere superiore ai 200 grammi, ossia qualcosa come 20 cucchiai da minestra. Dosi inferiori ai 10 cucchiai non hanno effetto diarroico. Non c’è quindi da preoccuparsi. Se un leggero effetto lassativo compare ugualmente anche a dosi inferiori, in ogni caso svanisce dopo pochissimi giorni.

Se si hanno grossi problemi di digestione, ulcere, emorragie all’intestino, ecc. si può facilitare l’assorbimento togliendo via con il coltello un pò la parte più esterna delle foglie, la buccia, in quanto è più ricca di aloina (che può essere leggermente irritante per gli intestini con problemi). Il gel e la parte più interna delle foglie invece sono molto meno ricchi di aloina per cui non danno problemi di digeribilità, inoltre contengono la maggior parte dei principi attivi, soprattutto il gel.

L’aloe regolarizza la digestione, per cui è indicata anche per chi ha problemi di stipsi, emorroidi, diarrea. L’unica accortezza è quella di iniziare piano piano, se non ci sono emergenze, magari con un cucchiaio al giorno, poi due al giorno e così via fino al dosaggio normale.

Si possono osservare sintomi di malessere nei primi giorni di cura, come vomito o diarrea, ecc. è normale; questo significa che l’organismo ha iniziato a disintossicarsi. Se non si osservano sintomi non c’è ugualmente da preoccuparsi.

La cura dell’ aloe arborescens funziona perfettamente anche con gli ANIMALI. Ovviamente le dosi devono essere proporzionate al peso dell’animale. In linea teorica si può dire che la dose giusta per gli animali è 1 cucchiaio/giorno per ogni 10 Kg di peso corporeo. L’aloe in questo caso va mescolata ai pasti normali dell’animale. Si inizia con poco e si aumenta di giorno in giorno finchè non si arriva al massimo della tolleranza intestinale. La dose ideale di mantenimento è un pò meno del massimo di tolleranza. E’ fondamentale, man mano che si va avanti con l’aloe, diminuire l’eventuale assunzione di farmaci (es. cortisone) fino a eliminarla del tutto. Il cortisone è utile per bloccare l’avanzare di una malattia, ma non la guarisce e se preso per lungo tempo può uccidere l’animale, poichè è estremamente tossico.

Per trovare i dosaggi ottimali occorre vedere come il corpo reagisce. Se non si osserva nessun effetto lassativo la dose può essere aumentata senza timore. Se si osserva un effetto lassativo protratto per diversi giorni allora significa che i dosaggi sono eccessivi e occorre ridurli un pò. Se l’effetto lassativo è breve e sparisce dopo qualche giorno vuol dire chel’organismo si è adattato e i dosaggi sono giusti e non devono essere ridotti. Ovviamente si può aiutare l’organismo a ridurre l’effetto lassativo anche con l’alimentazione (ad es. mangiando mele, ecc.). In ogni caso la regola d’oro è che pìù aloe si riesce ad assumere e tanto meglio è per la guarigione.

FONTE: http://aloearborescens.tripod.com/cura.htm

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