Le MST (Malattie Sessualmente Trasmissibili)

Le MST (Malattie Sessualmente Trasmissibili)
(di Patrizia Marini)

 

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In tema di informazione sulla salute, oggi voglio parlarvi di un argomento che interessa un po’ tutti le MST (Malattie Sessualmente Trasmissibili), che possono essere trasmesse attraverso il rapporto sessuale e che vanno di pari passo con l’incremento della disinformazione…
Attualmente sulle malattie sessualmente trasmissibili esiste una scarsa informazione: ad esempio, in molti non sanno che le malattie sessualmente trasmissibili (MST) non si trasmettono solo mediante i rapporti genitali, ma ANCHE anche attraverso altri tipi di attività sessuale (rapporto orale oppure anale).
Inoltre, le malattie sessualmente trasmissibili possono dar vita a 3 tipologie di infezioni sessuali: VIRALI, BATTERICHE e PARASSITARIE.
Il numero di casi di malattie sessualmente trasmissibili (MTS) in EUROPA è in costante aumento, tanto che si stimano oltre 17 milioni di nuovi casi nell’arco di un solo anno
http://it.euroclinix.net/malattie-sessualmente-trasmissibili-mst.html

Secondo l’OMS, dei 448 milioni di nuovi casi di MTS che si registrano ogni anno nel MONDO (circa 30 quadri clinici causati da 20 patogeni), 111 milioni interessano i minori di 25 anni.

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?approfondimento_id=3555

Tutti conoscono ad esempio la sifilide, anche se soltanto di nome. Attualmente è molto rara nei paesi sviluppati, e comunque si cura benissimo con la penicillina. Se non diagnosticata e curata può danneggiare il cervello fino alla demenza.
Altre malattie molto “simpatiche” sessualmente trasmesse, legate soprattutto all’apparato genitale e che interessano sia i maschi sia le femmine sono: la gonorrea (“scolo”), la candida, il trichomonas e la clamidia.
Seppure con alcune differenze, queste malattie in generale causano eruzioni cutanee di vario tipo, secrezioni maleodoranti e/o muco purulente dai genitali, prurito, bruciore, disturbi quando si urina, fino a patologie degli organi riproduttivi interni che possono portare a sterilità (come nel caso della clamidia e della gonorrea).
Si tratta di malattie molto fastidiose, ma curabili anche se con tempi lunghi. Spesso è necessario sottoporre entrambi i partner a terapia al fine di evitare la reinfezione.
Ci sono poi due virus che provocano infezioni a livello genitale: l’herpes virus 2 e il papilloma virus (HPV).
L’herpes provoca lo sviluppo sulla mucosa genitale di vescicole a grappolo (analoghe a quelle che compaiono talvolta sulle labbra, l’ herpes virus 1), che rompedosi, danno luogo a ulcerazioni molto dolorose.
Il papilloma virus provoca invece i condilomi genitali, escrescenze carnose dentellate, simili alle verruche, dette anche “creste di gallo”. Alcuni tipi di papilloma virus sono oncogeni (provocano il cancro).
La candidosi vaginale, spesso nasconde un’infezione da Human Papilloma virus (HPV)

Esistono, infine, due malattie virali sessualmente trasmissibili, molto più gravi di quelle di cui abbiamo parlato finora, perché la malattia non rimane confinata all’apparato genitale, ma si estende a tutto l’organismo: l’epatite virale B e C e l’AIDS.
Contro di esse non esistono attualmente terapie efficaci.
Per queste malattie è stata dimostrata la trasmissione attraverso il sangue e i suoi derivati e attraverso il rapporto sessuale con persone che, pur avendo contratto l’infezione, sono “apparentemente” sane.
Un problema ancora poco noto è poi quello della comorbidità, ossia la presenza di una infezione non curata che porta all’instaurarsi di altri patogeni: il sistema di sorveglianza basato sui centri clinici che ha operato dal 1991 ha evidenziato che il 2.8% dei giovani ai quali era stata diagnosticata una MTS e’ risultato positivo al test HIV, contro una prevalenza nella popolazione generale intorno al 0,1%
http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?approfondimento_id=3555

La MST (Malattia Sessualmente Trasmissibile) più grave è l’AIDS.
Causata dal virus HIV, va a colpire i sistemi di difesa dell’organismo , provocando una attività inidonea del sistema immunitario a difendersi dalle infezioni. Una persona infettata dal virus (cioè sieropositiva), anche se non presenta sintomi, è nelle condizioni di infettare altre persone.
Infatti coloro che al test sierologico sono HIV positivi possono trasmettere questa malattia con i contatti sessuali, ma non solo, essendo possibile il contagio anche attraverso l’urina, lo sperma e qualunque tipo di trasmissione attraverso il sangue.
Quindi, il rapporto sessuale non è pericoloso solo con i malati, ma anche con i “portatori sani” nel caso dell’epatite B o C , e con i “sieropositivi” nel caso dell’AIDS.
RIPETO: Per sieropositivo si intende una persona infetta, che non manifesta i sintomi della malattia, ma è in grado di trasmetterla ad altri…
Dal momento del contagio all’evoluzione in malattia AIDS possono passare anche molti anni.

L’infezione da epatite virale B e C e da virus HIV possono essere diagnosticate attraverso l’analisi del sangue, che si può eseguire in ospedale o in centri specializzati nel completo anonimato.
In particolare per quanto riguarda l’AIDS, l’infezione da virus HIV si trasmette esclusivamente in queste circostanze:
1- rapporti sessuali (orali, genitali o anali ) non protetti con persone già contagiate;
2- trasfusioni di sangue contagiato;
3- scambio di siringhe, aghi e oggetti taglienti (lamette da barba, forbici, aghi per tatuaggi, strumenti medicali, ecc.) sporchi di sangue contagiato o contaminati (puliti, ma usati da persona infetta e non sterilizzati)
4 – Gravidanza e/o parto (esposizione perinatale). Nel caso di trasmissione HIV, dalla madre sieropositiva al neonato. Latte materno.
5 – Esposizione sul lavoro (es. sanitari) al sangue o altri liquidi corporei di una persona infetta

Tuttavia le modalità di trasmissione sono fondamentalmente sono le stesse, sia nel caso di epatiti B o C sia nel caso di virus HIV.
Sebbene sia raro, la trasmissione in famiglia (trasmissione senza una riconosciuta esposizione al sangue, sessuale o perinatale) dell’Epatite B o C è stata documentata soprattutto fra i bambini giovani che vivono con membri familiari che sono portatori di Epatite B o C. Viene ritenuto che il virus è trasmesso probabilmente per esposizione non riconosciuta alle membrane mucose o lievi tagli nella pelle.

Nel rapporto sessuale il contagio avviene quando il sangue, lo sperma o le secrezioni vaginali di una persona già sieropositiva (infetta da HIV) vengono a contatto con il sangue di un’altra persona.
Durante i rapporti può accadere che si provochino piccole lesioni nelle mucose della bocca, dei genitali o dell’ano. Per quanto piccole siano, costituiscono la porta d’ingresso del virus nella persona non infetta.
È quindi importante astenersi dai rapporti sessuali (orali genitali e anali) con persone a rischio e comunque utilizzare sempre il profilattico nei rapporti occasionali.
Diffidate di coloro che richiedono rapporti sessuali non protetti…evidentemente hanno qualcosa da nascondere…

Il virus non si trasmette:
1 – attraverso strette di mano, abbracci, baci, sudore;
2 – scambiando bicchieri e posate;
3 – usando gli stessi servizi igienici;
4 – con punture d’insetti o altri animali
5 – praticando qualsiasi tipo di sport.
A differenza dell’Epatite A, l’Epatite B e C e l’HIV non si diffonde attraverso il cibo o l’acqua contaminata.

Il virus HIV può essere facilmente ucciso nell’ambiente da candeggina, alcool, temperature superiori ai 60°.
Ad ogni modo è bene rivolgersi allo specialista, ginecologo o andrologo, ogni volta che si hanno dei dubbi.

Quali sono i fattori di rischio dell’Epatite B – C – e HIV ?
I fattori primari di rischio per l’infezione includono:
1 – Intraprendere sesso rischioso che include: fare sesso con più di un partner o con un partner che ha o ha avuto più di un partner o che fa uso o ha usato droghe. Rapporti a rischio sono tutti quelli nei quali anche un partner stabile ha, o può aver avuto, rapporti a rischio.
2 – Scambio di siringhe infette.
3 – Ricevere una trasfusione o una terapia di sangue o prodotti di sangue non controllato.
4 – Esposizione professionale ( personale medico e paramedico)
5 – Farsi fare un tatuaggio o un foro nella pelle con strumenti non monouso sterili.
6- Viaggiare o vivere in aree con alti indici di infezione da virus dell’ Epatite B (includendo l’Asia SudEst, il bacino delle Amazzoni in Sud America, le Isole del Pacifico, il Medio Oriente)

Come potete evitare di prendere l’Epatite B – C – e HIV ?
1 – Usate profilattici di lattice o di poliuretano durante i rapporti sessuali occasionali o con persona della quale non conoscete le abitudini di vita
2 – Limitate il numero di partner di sesso
3- Evitate di scambiare le siringhe infette
4 – Evitare la foratura della pelle e i tatuaggi con materiale non monouso sterile (rivolgetevi a centri specializzati accertandovi che adoperino materiali monouso)
5 – Usate la cautela quando maneggiate oggetti che possono presentare sangue infetto su di essi (come lamette da barba, spazzolini da denti, forbicine per le unghie, assorbenti igienici). Adoperare cose di uso personale per la vostra igiene, anche in famiglia è sempre una buona abitudine.
6 – Seguite sempre delle precauzioni ordinarie se lavorate in strutture sanitarie (guanti, occhiali paraschizzi, camici, ecc)

Poiché non ci sono ancora terapie utili a curare la malattia da HIV, che conduce a morte per infezioni parassite di fronte alle quali l’organismo non può opporre alcuna difesa, è indispensabile la prevenzione usando sempre, nei rapporti a rischio, il preservativo.
Va tenuto presente che i RAPPORTI A RISCHIO sono tutti quelli nei quali anche un partner stabile ha, o può aver avuto, rapporti a rischio (fare sesso con più di un partner o con un partner che ha o ha avuto più di un partner o che fa uso o ha usato droghe).
E’ quindi prudente eseguire, in questi casi, il test sierologico per il quale va tenuto presente che vi è un periodo d’ombra di almeno tre mesi dopo i quali il test va ripetuto.
In ogni caso, per evitare il rischio di contagio di fronte a tutte le MST (non solo HIV) l’uso del preservativo è fondamentale.

DISINFEZIONE
Lavaggio delle parti intime col Metodo Ruffini

Chi è Gilberto Ruffini, ideatore del Metodo Ruffini?
Medico chirurgo ed Ematologo. N.P. Ordine dei Medici di Varese n° 02161. Nato a Varese il 09/01/1947 e residente in Varese. Laurea in Medicina a Milano presso l’Università Statale di Milano. Specialità in Ematologia (prof. E. Storti ) presso l’Università di Pavia con massimo dei voti. Già Interno Chirurgo e di Pronto Soccorso presso l’Ospedale di Tradate (VA). Già Insegnante di Anatomia cranio-facciale, miologia buccale e morfologia dentale presso l’Ateneo Cattolico in Varese. Relatore sull’Anemia mediterranea in Master universitario presso l’Ospedale Sacco in Milano.
Libero Ricercatore per la ricerca terapeutica e risoluzione di malattie infettive.

Il metodo Ruffini è un trattamento dermatologico per USO ESTERNO a base di NaOCl (ipoclorito di sodio) a diluizioni specifiche tra il 6% e il 12% come indicato dal dr Ruffini; l’azione terapeutica del trattamento funziona solo in presenza di agenti patogeni (virus, funghi, microbi o protozoi).
L’ipoclorito di sodio è un prodotto che in moltissimi casi risolve già solo con una applicazione di 50-60 secondi un problema che magari il paziente porta avanti da anni. Con questo Metodo è possibile risolvere moltissime malattie dermatologiche resistenti ai farmaci normali o malattie rare e sconosciute alla maggior parte del mondo scientifico.
Il prodotto se usato nelle specifiche modalità indicate dal dott. Ruffini (evitare il fai da te) non ha alcuna controindicazione e non può creare reazioni allergiche di alcun tipo.

Il dr Gilberto Ruffini presenta il suo rivoluzionario metodo dermatologico http://youtu.be/ADWdFLgYAKU

Il 6% fino al 7,5% è un range terapeutico dentro cui ed indifferentemente, trovano indicazioni ed idoneità, tutte le mucose corporee : orali e genitali, ano compreso.
Lavaggio esterno: Per quanto riguarda l’ano l’ipoclorito non va introdotto nel canale, ma va lavata solo la parte esterna. Nel cavo orale occorre uno sciacquo. Sopra il Pube, Pene, Glande, Scroto o Vulva con grandi e piccole labbra comprese basta bagnare, lo stesso sopra il Perineo.
Nel canale vaginale, va fatto un lavaggio interno con una siringa precedentemente privata dell’ ago.

LAVAGGIO INTERNO (per femmine):
Con siringa senza ago, riempita di Ipoclorito di Sodio al 6% fino al 7,5% introdurre 3cc o più nel canale vaginale, trattenere per i soliti 40-50 secondi poi rilasciare con calma e sciacquare con acqua di rubinetto tiepida.
Così facendo, si ha:
1. Immediata scomparsa degli HPV presenti (tutti i tipi), e virus herpetici
2. Scomparsa dei funghi (Candida)
3. Scomparsa del prurito (fino s’ intende, a nuove infezioni sempre possibili).

Una volta sola è più che sufficiente.
* Avvertenza : non dimenticare di mettere i salva slip per almeno 2 ore in quanto l’ Ipoclorito scolora.

******

LAVAGGIO ESTERNO (per maschi e femmine):
Usare Ipoclorito di Sodio al 6% o 7,5% per un lavaggio ai genitali esterni: Pene, Glande, Scroto o Vulva con grandi e piccole labbra, Pube, Perineo con Ano compreso (non introdurre, lavare solo parte esterna), nonostante possibili brevi bruciori soprattutto all’ Ano se presenti Ragadi o noxe infiammatorie varie concomitanti.
Ogni 2 mesi va bene come disinfezione generica.
* Avvertenza : non dimenticare di sciacquarsi bene con acqua e sapone in quanto l’ Ipoclorito scolora.
Nel canale vaginale, invece, come detto va fatto un lavaggio interno con siringa senza l’ago.

PATOLOGIE TRATTABILI APPARATO GENITALE
Candida e Candidosi: 
usare senza ago, una siringa di media dimensione inserendola e rilasciando il più in profondità possibile l’intera quantità di prodotto al  7-7,5% e facendo trattenere il liquido per circa 60 secondi poi inserendo la siringa praticare un lavaggio con acqua.
Se questa applicazione è fatta bene è sufficiente una sola applicazione per liberarsi della Candida. Poi consigliato anche un bidè con prodotto al 6% lasciando agire per 60 secondi.

Candida mucogenetica cronica:
allargare e applicare il prodotto anche sulle superfici vicine non intaccate, a prevenzione totale e più duratura.

Herpes 1 e 2:
applicare su tutta la zona interessata il prodotto al 12% lasciando agire per 60 secondi. Stando attenti ai sintomi pruriginosi iniziali, caratteristici e non confondibili da chi ne soffre, si può già applicare in questa fase, evitando così l’emersione vescicolare. Se sono già emerse: scomparsa su cute e mucose dopo 30” di bruciore in unica applicazione e lasciando asciugare senza nessun trattamento aggiuntivo o ripetuto, guarigione assicurata con scomparsa immediata del prurito erpetico pre eruzione e, ovviamente, anche l’ immediato seccarsi delle vescicole già emerse. Naturalmente via via riapplicando, ad ogni futura locale e diversa (nel luogo) riemersione nel tempo, si ottiene la scomparsa definitiva dell’uscita erpetica, già non più recidivante sul precedente luogo d’emersione perché, come noto, l’Herpes 1 e 2 ripercorrendo le vie sensitive a partenza da gangli retro auricolari o peri vertebrali cervicali, ed emergendo di tanto in tanto per cause di riduzione immunologiche da motivi diversi stagionali, febbrili, ormonali, di stress ed immunologici, venendo sciolto (l’Ipoclorito di Sodio è in grado di eliminare il codice genetico del patogeno), il virus non esistendo più, risulta impossibile la ripartenza fisica di un viaggio a ritroso riposizionandosi (l’Herpes) nel ganglio. Con questo meccanismo di blocco si vincono le recidive, dimenticandosi via via nel tempo l’emersioni erpetiche sia dell’ 1 che del 2, anzi ancor più importante sono i lavaggi nel canale del parto, assicurando finalmente un parto sicuro e, incontaminato da Herpes o e da altri patogeni presenti prima del parto, a tutto vantaggio della salute del bambino.

Herpes 3 (Varicella-Zoster) Fuoco di Sant’Antonio (non colpisce le parti intime):
Applicare sulla zona interessata il prodotto al 12% lasciando agire per 60 secondi.

Papillomavirus (HPV):
Scomparsa di tutti i tipi di HPV conosciuti presenti nelle più varie manifestazioni umane e animali, anche i cancerogeni ed i favorenti raggiungibili in cavità orali e zone genitali con lavaggi, specilli o iniezioni con siringa per insulina nelle verruche singole o a gruppi, visibili a vista o con ausili chimici o tecnici, scomparsa delle stesse in pochi giorni e senza manovre chirurgiche o crioterapiche e/o laserterapiche.

Condilomi e altre manifestazioni opportunistiche da infezioni microbiche, fungine o virali: 
Prevenzione con lavaggi o paste per l’ impedimento o la scomparsa dell’ HIV in zone di abituale presenza e pericolo (pene e vagina, ano, bocca, liquidi ematici e/o sierosi), così, in tutti gli altri casi d’infezione o coinfezione da comuni microrganismi diversi e resistenti all’antibioticoterapia. Applicare da 0,1 a 8-10 ml di prodotto al 12%.

HPV il dr Gilberto Ruffini ci parla del papilloma virus http://youtu.be/ag2ZJG5I3RM

Il dott. Gilberto Ruffini ci spiega come debellare il Papilloma virus con il suo Metodo (Metodo Ruffini). http://youtu.be/NLq9VzXIUgg

Emorroidi (riduzione del gonfiore, dolore e prurito):
diluire al 7- 9%, bagnare la parte, lasciare 1 minuto, poi sciacquare.

MODALITÀ D’APPLICAZIONE: 
il prodotto va sempre usato a temperatura ambiente. Aumentando la temperatura di applicazione si avranno vantaggi supplementari : ogni 10°C di incremento, a non più di 35°, l’ipoclorito aumenta la sua forza antimicrobica, antivirale e antifungina del 50% (basta tenere in mano la boccetta per qualche minuto. Oppure tenerne solo la parte occorrente – in quanto il prodotto al fresco – vicino a caloriferi per un quarto d’ora oppure vicino al forno acceso oppure ad una stufetta … Oppure a bagnomaria in acqua calda – non bollente – non nel microonde…)
Il prodotto diluito va conservato al riparo dalla luce e dal calore. Se ben conservato dura 2 mesi, poi bisogna prepararlo di nuovo.
Per testare la sensibilità individuale si consiglia di iniziare prima con la diluizione più bassa.

APPROFONDIMENTI:

DISINFETTANTI PIU’ COMUNI E MODALITA’ D’USO (IPOCLORITO DI SODIO E ALTRI)
http://www.casaleinforma.it/pcivile/scarica/a10disinfettanti.pdf

Ipoclorito di Sodio e Candeggina
Il dr Gilberto Ruffini spiega la differenza e i punti in comune fra il Metodo Ruffini e la Candeggina.
L’Amuchina è diluita al 1,8- 2%, la normale candeggina al 5%, quindi non sono adatte per trattare le patologie dermatologiche. La comune candeggina contiene la sostanza, ma non è semplice ipoclorito di sodio. http://www.spreaker.com/page#!/user/5826699/ipoclorito_di_sodio_e_candeggina

Non si trova nei comuni canali distributivi (supermercati). In farmacia si può ordinare il flacone di Ipoclorito di Sodio al 14% che poi va assolutamente diluito secondo i suggerimenti del dr. Ruffini in base alla patologia da trattare.
Lo si può acquistare anche su EBAY dalla GreenSistem, prodotti enologici, al 14%.
http://www.ebay.it/itm/IPOCLORITO-DI-SODIO-14-KG-1-SANIGREEN-DETERGENTE-SANIFICANTE-/300862292369?pt=Alimentazione_e_Integratori&hash=item460cca4191&_uhb=1

Si può trovare anche nei negozi specializzati per la sanificazione delle piscine, ma deve essere ipoclorito PURO, senza additivi.

Come diluire l’ipoclorito di sodio
Una volta acquistato il prodotto al 14% poi si usa un contenitore graduato e un flacone di vetro scuro tipo quelli ad uso farmaceutico

Ipoclorito di Sodio al 14% su 100ml 
Per ottenere un 12% miscelate: 85ml di Ipoclorito di Sodio 15ml di acqua.
Per ottenere il 9% miscelate: 70ml di Ipoclorito di Sodio 30ml di acqua.
Per ottenere il 7,5% miscelate: 55ml di Ipoclorito di Sodio 45ml di acqua.
Per ottenere il 6% miscelate: 45ml di Ipoclorito di Sodio 55ml di acqua.
Per ottenere il 4% miscelate: 30ml di Ipoclorito di Sodio 70ml di acqua.

Il prodotto se tenuto ben chiuso, al buio e in luogo fresco può durare anche 6 mesi. Dopo la diluizione personalizzata dura 1 mese. Dopodichè decade, ovvero il cloro evapora e non ci sono più gli effetti terapeutici desiderati.

Il prodotto va sempre applicato in modalità o percentuali specifiche consigliare dal dr Gilberto Ruffini.

NON VA MAI INGERITO NELLA MANIERA PIU’ ASSOLUTA!

PER CHIUNQUE VOLESSE SAPERNE DI PIU SUL METODO RUFFINI:
Lo scopo del dott. Ruffini da molti anni è quello di divulgare tale trattamento sia in ambito accademico che a beneficio di tutte le persone; il dott. Ruffini viene aiutato dal figlio Paolo per la divulgazione sul web.
sito ufficiale: www.metodoruffini.it
canale YouTube  http://www.youtube.com/playlist?list=PL62A75F0310052FC6
gruppo su Facebook  https://www.facebook.com/groups/metodoruffini/
pagina Facebook  https://www.facebook.com/pages/Metodo-Ruffini-trattamento-dermatologico/208743455932691
forum ufficiale (con risposte a tutte le domande):  http://www.aerrepici.org/forum/forum.asp?FORUM_ID=14

Per chi volesse maggiori informazioni o avesse bisogno di Contattare direttamente il dottor Ruffini può rivolgersi a Paolo Ruffini:
paolo.ruffini73@gmail.com

ATTENZIONE: Ricordo che non si intende far utilizzare le nozioni contenute in questa pagina per scopi diagnostici o prescrittivi. Le informazioni contenute in questo articolo sono ad esclusivo scopo informativo e non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente

 

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