Berlusconi e la Massoneria

 

berlusconi-ruby-massone-massoneriaBERLUSCONI, LA P2, LA MASSONERIA E LA PRESENZA
DEL DIAVOLO AD ARCORE SECONDO PADRE AMORTH
di Claudio Prandini

Il numero di tessera della P2 assegnata al Cavalier Berlusconi è: tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978.
Ricevuta di pagamento alla Loggia P2 agli atti parlamentari d’inchiesta.

Ricevuta_Berlusconi_alla_loggia_massonica_P2La commissione Anselmi nella sua relazione del 1981 sulla loggia P2 parlò a proposito dei rapporti tra Gelli e la massoneria di «rapporti non chiari di reciproca dipendenza, se non di ricatto, che egli instaurò con i Gran Maestri e con i loro collaboratori diretti» e specificando che:
« Ma al di là dei riferimenti testuali e documentali, pur inequivocabili, da inquadrare peraltro nella assoluta disinvoltura con la quale il Grande Oriente gestiva le procedure, quello che va realisticamente considerato è che non appare assolutamente credibile sostenere che l’attività massiccia di proselitismo portata avanti in questi anni dal Gelli – che coinvolgeva alcune centinaia di persone, per lo più di rango e cultura di livello superiore – sia potuta avvenire frodando allo stesso tempo ed in pari misura il Grande Oriente e gli iniziandi. Né appare dignitosamente sostenibile che tutto ciò si sia verificato senza che il primo venisse mai a conoscenza del fenomeno ed i secondi non venissero mai a sospettare della supposta frode perpetrata a loro danno, consistente nell’affiliazione abusiva ad un ente totalmente all’oscuro di tale procedura. E’ dunque in questo clima sordido che segneranno gli anni 70 di trame, giochi di potere, depistaggi, stragi, che Silvio Berlusconi si iscrive alla loggia massonica P2 di Gelli. Non fu una semplice iscrizione alla massoneria, ma di una vera e propria iniziazione come racconterà lo stesso Gelli in un video che vedremo in questo dossier …. Passano più di trent’anni e un altro Gran maestro parla di lui: «lo chiamo fratello perché è ancora un fratello. I suoi rapporti con la massoneria non sono mai cessati. Berlusconi è un massone a tutti gli effetti e continua a frequentare la massoneria, italiana e internazionale». Secondo Magaldi, esisterebbe una sorta di intesa tra la dirigenza della massoneria e l’attuale premier, che «ha costruito un sistema di potere che non avrebbe potuto costruire senza l’apporto di determinati ambienti massonici. Berlusconi – continua Magaldi – ha bisogno di un network per gestire il potere». La P3 «non esiste dal punto di vista formale. Esiste un sistema di massoni all’orecchio che non appaiono su elenchi ufficiali e fanno parte di una loggia coperta, che si occupa di orientare la vita politica del Paese».
Poi, la stoccata finale: «E’ impensabile che Dell’Utri, Verdini e Carboni si muovevano autonomamente. Berlusconi è un loro capo. Un altro andrebbe cercato in ambito della massoneria internazionale». Come spesso accade quando si affronta questo argomento, si tratta di dichiarazioni di difficile verifica. Anche se il contenuto della lettera aperta pubblicata ieri aggiunge altra carne al fuoco, quando viene ricordato il rapporto privilegiato che Berlusconi ebbe «con il Gran Maestro Armando Corona (1982-1990)», «gli amabili incontri e colloqui che avesti con lui nel corso di molti anni, alla presenza di altri “estimatori” della Via Iniziatica Massonica, come il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga e i tuoi amici Flavio Carboni e Giuseppe Pisanu, per tacere di tanti altri…».
E, soprattutto, «le relazioni ancora più significative con certi ambienti del milieu massonico internazionale, maturate dal 1992-93 in poi e di anno in anno sempre più rafforzatesi e perfezionatesi». Secondo il Gran Maestro Magaldi, il Berlusconi arruffone e simpatico barzellettiere sarebbe solo «un velo di Maya», una sapiente maschera con cui dissimulare «la tua autentica cifra come Uomo, come Iniziato, come Massone». Per Magaldi, «la natura reale della tua strategia e delle tue tattiche verso la Presa, la Ri-Presa e la Conservazione del Potere imprenditoriale, mediatico e politico in Italia (dagli anni settanta e fino ad oggi) è stata scandita da rapporti e relazioni con precisi personaggi, cenacoli e logge dell’establishment massonico mondiale».
Possibile che in Vaticano e alla CEI non sapessero nulla del lato massonico del Premier, con tutte le conseguenze etiche e religiose che questo comporta per uno che ha responsabilità pubbliche? Eppure questo, un tempo, sarebbe stata fonte di scomunica da parte della Chiesa. Poi i tempi sono cambiati e qualcuno è riuscito a togliere la parola “massoneria” dal Codice di Diritto Canonico, per renderla quasi invisibile, ma la condanna ufficiale è rimasta! (A tal riguardo Gelli, in una intervista a “Il Tempo” del gennaio 2011, spiega al giornalista che lo sta intervistando il ruolo della massoneria nella Chiesa: «Tenga presente che era prevista la scomunica finanche per i laici iscritti alla massoneria. Poi, ci fu un cambiamento: la scomunica, secondo quanto stabilito dal Vaticano, poteva essere emessa solo nei confronti degli ecclesiastici. Ma sappia che i religiosi iscritti alla massoneria erano svariati, all’epoca, anche di alto grado. E non venivano mai citati, perché appartenevano a un altro elenco…»).
In un suo ultimo intervento (vedere qui) il Card. Bagnasco parla di “trasparenza come di un bene da perseguire sempre a tutti i livelli per il bene del Paese” e che ”la trasparenza è un valore che tutti desiderano e che fa parte di una cultura dignitosa”. A tal proposito mi sia permesso, Eccellenza, di dirle che parlare solo di trasparenza mi sembra piuttosto ambiguo ed insufficiente, soprattutto in una situazione grave come quella nella quale si trova il nostro paese. Perché non parla invece di moralità, di morigeratezza, di senso della dignità della persona e della donna in particolare?
I parroci, gli educatori e i genitori fanno mille fatiche per tenere i propri giovani dentro l’ovile di Cristo, contro le sirene del mondo e delle veline, e Lei ci viene a parlare di trasparenza? Questo è tutto ciò che Lei sa dire di fronte a qualcosa che non ha riscontro nel mondo intero? A un abisso morale che per quanto possa essere contestualizzato rimane tale e al quale andrebbe contrapposto, da parte della Chiesa e dei suoi pastori, il grido di Giovanni Battista di fronte alla lussuria di Erode: «Non ti è lecito» (Mt 14,4).

Concludo con una notizia di questi ultimi giorni la quale non fa altro che confermare quello che rappresenta il sottofondo di questo dossier e cioè che, secondo il noto esorcista italiano Padre Amorth, ad Arcore, e precisamente nella villa di Berlusconi, ci sarebbe la presenza del diavolo. Padre Amorth parla anche del diavolo in Vaticano, ma forse a questo punto è meglio leggere direttamente l’articolo vedere qui
VIDEO:
– Parla Licio Gelli https://www.youtube.com/watch?v=0zbslwizdck
– Berlusconi iniziato alla P2 https://www.youtube.com/watch?v=tjxxjKCP_RQ

TEMPIO VILLA CERTOSA

certosa1UN TEMPIO ESOTERICO
Fonte web

L’orto botanico di Villa Certosa. A pianta quadrata, sullo schema del Tempio di Salomone, con edificio centrale ottagonale. L’ottagono torna anche in altri punti del parco. L’orto botanico è un esempio di ortus conclusus, ovvero un giardino chiuso su 4 lati. Rappresenta il ventre della donna, l’eterno femminino, la Dea pagana per eccellenza.

Simboli e geometrie massoniche sparsi in tutto il parco. Scrutati e spiegati da un esperto. Una visita indiscreta per una volta senza escort e veline.
Chissà se davvero, alla fine, Silvio Berlusconi venderà La Certosa a uno dei magnati russi sbarcati in Sardegna nei giorni scorsi. Certo è che, se tra rumors e smentite si arrivasse alla cessione, l’oligarca che se l’aggiudicherà si troverà tra le mani qualcosa di più di una dimora miliardaria. Qualcosa che ha a che vedere con una passione che il premier non tiene molto a far sapere in giro: quella verso la massoneria, le logge, il paganesimo e tutta la paccottiglia esoterico-occultista che questa cultura talvolta si porta dietro.
Ma andiamo per ordine. Quando nel 1981 si scoprì che era iscritto alla loggia P2, Silvio Berlusconi minimizzò: “L’ho fatto solo perché me l’aveva chiesto un amico, Roberto Gervaso”. Insomma, l’adesione alla massoneria – e in particolare a una loggia coperta – sarebbe stata poco più di una casualità e un evento insignificante. Sono passati quasi trent’anni e dell’attrazione del Cavaliere verso compassi e cappucci non si parla più.
Ma davvero per Berlusconi l’adesione alla massoneria è stata solo un’imprudenza giovanile? O al contrario il premier continua a coltivare una serie di vaghi credo iniziatici collegati con l’affiliazione massonica e con le ritualità pagane? L’interrogativo non ha niente di dietrologico o di cospirazionista: è una domanda sorta spontanea tra gli esperti di simbologia massonica e di occultismo dopo le molte pubblicazioni nelle scorse settimane di scatti – autorizzati e no – di Villa La Certosa, in Sardegna. Ultimo, il settimanale ‘Oggi’, che ha pubblicato molte immagini del buen retiro del premier, fornendo agli studiosi la conferma di quello che già avevano intuito quando erano uscite le foto delle feste. Loro, gli esperti, vedono in Villa La Certosa un grande percorso massonico e iniziatico – pieno di simboli astrologici, esoterici e anche religiosi, ma non cattolici – convinzione che si rafforza se alle immagini scattate dai fotografi si aggiungono quelle riprese dal satellite di Google Earth.
Del resto, la villa e il parco, “con i disegni geometrici di cerchi nel verde, sembrano concepiti proprio per una visione dal cielo, dal punto di vista che nell’antichità poteva appartenere solo al Grande Architetto dell’Universo”, come spiega a ‘L’espresso’ il professor Marcello Fagiolo, professore di Storia dell’Architettura all’Università La Sapienza di Roma, esperto italiano di simbologia dei giardini e autore del volume ‘Architettura e massoneria: l’esoterismo della costruzione’ (Gangemi editore).
L’orto botanico, ad esempio, visto dall’alto presenta una pianta quadrata ispirata a quella che, nell’iconografia, viene attribuita al Tempio di Salomone a Gerusalemme, costruito nel X secolo avanti Cristo e distrutto dai Babilonesi 500 anni dopo. Per i cultori dell’architettura iniziatica, il Tempio di Salomone ha da sempre molti significati, sia in quanto presunto contenitore dell’Arca dell’Alleanza sia per le sue misure, che si ritenevano ricavate da un ‘codice cosmico’ trasformato in rapporti geometrici. Inoltre nella divulgazione di questa mitica costruzione si fa spesso riferimento (in realtà senza un valido sostegno storiografico) all’ipotesi che il Tempio avesse inizialmente anche una funzione di culto sessuale, con l’adorazione della divinità femminile Astherah e con una serie di numerologie legate alla gestazione della donna e al pianeta Venere. Ma il Tempio è soprattutto caro ai massoni perché secondo la loro tradizione a progettarlo fu Hiram Abif, figura allegorica di architetto fondamentale per tutta la massoneria mondiale.
Del resto le simbologie esoteriche nella proprietà sarda (che Berlusconi ha acquistato negli anni Ottanta e ha fatto completamente ridisegnare su sue precise indicazioni dall’architetto Gianni Gamondi) si rivelano fin dalle scelte più generali: “Labirinti e teatri di verzura, anfiteatri e orti botanici, obelischi e piramidi, Campi Elisi e mausolei, rovine reali o artificiali, romitori e cerchi di pietre: sono tutte tipiche espressioni del giardino massonico”, spiega il professor Fagiolo. “Soprattutto”, aggiunge, “quando il giardino è rappresentato come visione scenica, somma di paesaggi diversificati con sorprendenti colpi di scena, ambientati in boschi o vallette, montagnole e laghetti artificiali, fino all’abbinata lago-vulcano, che evoca il tema del battesimo col fuoco”.
Ma a suscitare l’interesse verso la Certosa degli studiosi di simbologia occulta e astro-religiosa, ovviamente, sono molti altri elementi. Prendiamo ad esempio l’Agorà, come viene chiamato il polo architettonico presente nel cuore del giardino. Attorno al pozzo di pietra, a raggiera, si slanciano dodici dolmen: il riferimento esoterico, in questo caso, è ai 12 apostoli e ai 12 segni zodiacali. Un concetto che viene ribadito in un altro punto del parco dalla presenza – sempre a raggiera – dei 12 ulivi secolari attorno alla piscina dell’Agorà: chi vi si immerge è nel contempo il dio-sole al centro dell’universo e il profeta tra gli apostoli.
La scelta di usare i dolmen, per il professor Fagiolo, sarebbe “un richiamo al genius loci della Sardegna arcaica e protostorica, che sembra influenzare (a parte le mitizzate ‘tombe fenicie’) una sorta di revival dell’antica civiltà rupestre dove i nuraghi diventano torrette e i menhir si ricompongono in cerchi concentrici memori della cultura megalitica e l’archetipo di Stonehenge riaffiora nei triliti della scena del teatro”. I triliti sono elementi architettonici formati da tre pietre, due verticali e uno orizzontale che li unisce, a costituire una sorta di cornice a una porta. Questa figura è presente a Stonehenge e a Villa La Certosa fa da sfondo al proscenio dell’anfiteatro, quasi a renderlo una scena sacra.
A volere poi estendere questa chiave di lettura a tutti gli elementi, si può inquadrare tra le metafore anche la passerella a pelo dell’acqua sul lago dei Cigni. Che, applicando canoni esoterici, non richiama solo il passaggio di Gesù a Tiberiade ma rappresenta anche il cammino dell’Illuminazione. Per non parlare del labirinto – magnificato dallo stesso premier durante le sue conversazioni con Patrizia D’Addario – ispirato all’omologo con torretta della celebre Villa Pisani a Stra. E per dare sfogo a ogni frenesia esoterica, non si può dimenticare la piscina con i cactus, che – con i suoi gradoni concentrici – rimanda al mito di Atlantide, da sempre caro alla massoneria come mitica terra scomparsa in cui vivevano uomini più sapienti. Il tema dei cerchi concentrici si ritrova attorno alla statua della centaura di Alba Gonzales, contornata di siepi e massi grezzi: le siepi formano cinque giri a rappresentare il pentacolo, simbolo esoterico pagano amato dai cultori di Afrodite. L’origine grafica del Pentacolo è infatti associata al pianeta Venere e deriva dal fatto che ogni otto anni traccia un Pentacolo perfetto. I cerchi concentrici, tornano anche in altri punti del parco e – curiosamente – nei ciondoli che il premier ha regalato a Noemi Letizia e ad altre ragazze.
Un discorso a parte merita la presenza degli otto pezzi di meteorite scolpiti e levigati, di cui pure c’è traccia nelle conversazioni tra Berlusconi e D’Addario. La storia è in parte raccontata dall’architetto Gianni Gamondi nell’intervista a ‘Oggi’: Berlusconi li acquistò qualche anno fa, traendoli da un meteorite a caduto in India, nello stato dell’Orissa, nel 2003 e che tra l’altro aveva fatto un morto. Ora, nella loro nuova forma, costituiscono il fulcro di quella che Berlusconi chiama la Piazza dell’altro mondo, dove i megaliti venuti dallo spazio svettano al centro di uno spiazzo circolare uno accanto all’altro, con forme che possono sembrare falliche ma in realtà richiamano le ‘uova cosmiche’: un nuovo riferimento al culto pagano del dio Sole arricchito con la citazione astrologica delle sculture d’origine spaziale. Ma più ancora dei singoli elementi, a colpire gli addetti ai lavori è il complesso della villa e del parco, visto come ‘percorso’ iniziatico attraverso le simbologie date dal continuo incrocio di acqua (principalmente i laghi), fuoco (il vulcano), terra (le colline, gli orti) e aria (le farfalle della serra). Spiega Fagiolo: “La villa e il giardino si presentano come metafora di antiche classificazioni, come i Quattro Elementi o le Quattro Parti del Mondo: vedi l’esempio della serra col salone quintessenziale di rappresentanza – al centro dei quattro giardini dell’Aria, dell’Acqua del Fuoco e della Terra – con gli esemplari di flora e fauna espressione di vari continenti”. In conclusione, per il professor Fagiolo, siamo di fronte a “una villa simbolica e un giardino esoterico, con riferimenti religiosi, astrologici e iniziatici”.
Tutto questo non deve far pensare che Berlusconi abbia compiuto studi esoterici approfonditi: al contrario, tutti i riferimenti a Villa Certosa sembrano il frutto di una recezione molto semplificata e divulgata in cui si mescolano alla rinfusa e al limite del kitsch elementi massonici, occultisti e paganeggianti.
Del resto se dalla Sardegna passiamo alla Brianza, alla proprietà che Berlusconi ha acquistato nel 1974, troviamo elementi di sorprendente similitudine. Non nelle ville ma nel mausoleo che ha fatto costruire dallo scultore Pietro Cascella nel giardino. “Farsi una tomba in casa propria è tipico della massoneria”, spiega il professor Fagiolo: “Nel giardino massone c’è sempre la sepoltura”. Il mausoleo di Cascella è composto da 12 colonne (il consueto numero cosmologico) che, in quadrato, si innalzano verso il cielo. Segue un tripudio di cubi, sfere, mezze sfere, piramidi, più la ‘volta celeste’ e la classica squadretta massonica. All’interno, nei sepolcri, c’è un vestibolo e poi un grande salone di marmo, al centro del quale si trova il futuro sarcofago del Cavaliere: anch’esso di marmo, ornato di rose a cinque petali, di travertino rosso, simbolo esoterico legato a femminilità e culti dionisiaci (lo si ritrova in uno dei gioielli che Berlusconi ha regalato alle sue ospiti). Poco più in là c’è il ‘dormitorium’ per l’estremo riposo degli amici più cari: trentasei posti, dove il 12 viene moltiplicato per tre, il numero perfetto. Notevole anche il fatto che Berlusconi non abbia pensato a una sepoltura accanto ai familiari ma vicino agli amici-collaboratori come fossero discepoli di una setta.

Vedute aeree di Villa Certosa in Sardegna …..

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Tuttavia, se vogliamo espressamente concretizzare l’ossessione simbolica del Premier, alla ricerca di un significato esoterico: la danza dei cerchi (i cerchi concentrici), è l’espressione tipica dell’unione carnale, nella tradizione Celtica. Tra l’altro, i labirinti, a partire dal Medioevo, sono sempre stati luogo di ludus e di corteggiamento. Ove ritrovarsi in maniera pulita per (ehm…) giocare sporco, liberandosi dei freni inibitori tra corse a perdifiato e infantili risate isteriche, con il terrore (e la voglia) di perdersi in vicoli oscuri. Queste sono le realtà vere di questi simboli esoterici: il culto dell’amplesso carnale o, più terra terra, il Bunga Bunga tantrico di questi giorni!

 

 

 

LE SERATE DI BERLUSCONI AD ARCORE
PARTONO DA MOLTO LONTANO

berlusconi2Era il giugno del 1985, più di 25 anni fa, quando su “Frizzer”, (una rivista di Pazienza, Tamburini e Sparagna, figlia di “Frigidaire”) compare questo pezzo di Giorgio Bocca, con la descrizione di certe “seratine” a casa Berlusconi. Ieri il sito del Barbiere della Sera lo ha riportato alla luce. Non sono mai stato uno di quei moralisti che piangono per l’esistenza dei network, della libera concorrenza e del denaro, anzi mi sono sempre adeguato al mutare dei tempi, cercando di vivere decorosamente e in agiatezza senza troppo sottilizzare su chi mi dava pane e companatico. Ma – nonostante ciò – sento oggi la necessità di parlare di una storia che ho saputo grazie alle intime confidenze di un’amica, ricca e facoltosa signora della borghesia lombarda. A quanto mi ha raccontato la mia amica, persona in tutto degna di fede, il dottor Silvio Berlusconi, il famoso proprietario delle Tv private più importanti e di numerosi giornali a grande tiratura, come il famigerato TV Sorrisi e Canzoni, organizza periodicamente a casa sua delle “seratine televisive“. Il titolo curiosamente familiare nasconde in realtà un gioco di società assai divertente e appetitoso che il geniale imprenditore piduista ha inventato per sé e per i suoi più fidati amici (qualche socialista cocainomane, qualche industriale, qualche mafioso). Il gruppo, riunito come in un racconto del marchese De Sade davanti alla Tv, sceglie ogni sera, tra presentatrici, ballerine e showgirls dei programmi di Retequattro, Italia1 e Canale 5, quelle che dovranno essere chiamate a soddisfare le voglie dei presenti in un crescendo di situazioni viziose. Basta poi una telefonata del boss e ai direttori di rete mandano a casa Berlusconi, impacchettate e pronte a tutto, le schiave della serata. Programmi specificamente allestiti, come Viva le donne, M’ama non m’ama, Drive In, ecc. assicurano il giusto flusso di carne fresca per il “divino Silvio”. Ora io non voglio fare un discorso moralista, né spezzare una lancia a favore della castità. Riconosco al dottor Berlusconi un grande senso pratico in queste faccende e non discuto neppure sul fatto che lui si diverta così. Ma non posso non sentirmi infastidito se penso che, tra i tanti “amici” che sono stati invitati a godersi le ballerine e le presentatrici, il mio nome non figura mai. L’Italia è proprio un paese in cui il merito viene spesso calpestato e dove trionfa l’ipocrisia, il partitismo, il denaro. Sono andati a passare qualche ora da Berlusconi, ora presidenti del Consiglio, ora presidenti di banche, ora camorristi, ora rapitori e riciclatori di denaro sporco, ora trafficanti di cocaina, ora assassini prezzolati, ma non è mai stato invitato nessun uomo di cultura, nessun intellettuale e – senza voler essere demagoghi – nessun proletario.
Come mai? Eppure – faccio notare – io, come tanti altri intellettuali, lavoriamo per Berlusconi, partecipiamo ai suoi programmi, rendiamo culturalmente accettabili anche le puttanate più forti del network. E credo che ci meriteremmo almeno una piccola ballerina. Parlo per me, ma penso di interpretare anche il pensiero dei colleghi Arrigo Levi e Guglielmo Zucconi, nonché Maurizio Costanzo dell’Occhio Nero – pur essendo il più brutto di tutti noi –, che comunque fa storia a sé, essendo nato in passato e forse ancor ora, membro della stessa loggia dei boss. Mi si potrebbe obiettare: perché non telefoni tu stesso ai direttori dei programmi per farti mandare a casa presentatrici e gnoccolone varie? Inutile, ho provato, per scrupolo di cronista, a fare dei tentativi. Ogni volta mi sono sentito sghignazzare in faccia. Insomma senza un invito di Berlusconi non riuscirò mai a partecipare a una vera serata di piacere. E questo, come ex partigiano e come uomo, mi secca abbastanza. Devo pensare che la colpa vada attribuita al mio maledetto riportino, che certe volte il vento agita fino a mostrare il bianco della pelata? Riportino sì o no, dispiace che un imprenditore così accorto come Berlusconi sottovaluti gli intellettuali, proprio quando si tratta di spartirsi “la gnocca”.

COS’È IL BUNGA BUNGA?
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Si è riacceso il tormentone, la gente si chiede di nuovo: “che
cos’è il bunga bunga”? Facciamo allora un passo indietro.
Era la fine di ottobre del 2010 quando scoppiò per la prima volta il tormentone “che cosa è il bunga bunga”. Fu allora infatti che vennero alla ribalta la ragazza marocchina Ruby e i festini a casa Berlusconi, ad Arcore. Alla base di questi presunti festini c’era appunto il bunga bunga. Il mondo dei media e la Rete si scatenarono per capire che cosa fosse esattamente un bunga bunga e da dove derivasse la terminologia. Ruby affermò che “Silvio mi disse che quella formula l’aveva copiata da Gheddafi: è un rito del suo harem africano”. Un festino sessuale? Una danza erotica?
Emilio Fede, tirato in ballo allora come adesso, aggiunse: “Di queste cose non so nulla, il salotto lo chiamavano così (bunga bunga, ndr). C’è un salotto a Villa San Martino con un bar, dove ci si sedeva, si beveva qualcosa, qualche volta c’era la musica, ma bunga bunga non so cosa sia” disse, aggiungendo: “È una semplice barzelletta, peraltro nota”. Una delle preferite fra le tante di quelle che Silvio Berlusconi, grande appassionato di barzellette, ama raccontare. Volete saperla? Eccola: Due ministri del governo Prodi vanno in Africa, su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. II capo tribù interpella il prima ostaggio e gli propone: “Vuoi morire o bunga-bunga?”. II ministro sceglie: “Bunga-bunga”. E viene violentato. II secondo prigioniero, davanti alla scelta, non indugia: “Voglio morire!”. E il capo tribù: Va bene, prima bunga-bunga, poi morire.
Per la precisione, allora bisognerà pure dire che già a Noemi Letizia, addirittura nel 2009, parlava di bunga bunga, raccontando già allora quella che era la barzelletta preferita del “papi”, come lo chiamava lei. Anche i politici, allora, fecero uso del nuovo trend, il bunga bunga: Il dipietrista Massimo Donadi evocò il rischio che l’Italia diventasse “la repubblica del bugna bugna” mentre il Partito democratico, ne approfittò per criticare le misure anti crisi adottate dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti: “Mentre il Paese è costretto a subire i tagli alle infrastrutture, il Bunga Bunga diventerà il leitmotiv del dibattito delle prossime settimane”. Si venne anche a scoprire che un raro fiore indonesiano portava il simpatico nome: bunga bugna. Facendo indagini approfondite, invece, si venne a scoprire che il bunga bunga, lungi dall’essere un festino sessuale, aveva invece radici in un divertente episodio accaduto ai primi del Novecento, in Africa (clicca qui per saperne di più). Il 7 febbraio 1910 un gruppo di giovani aristocratici pazzerelloni si finsero il principe di Abissinia e la sua corte e si fecero ricevere con tutti gli onori a bordo della più potente nave da guerra dell’Impero inglese ormeggiata appunto al largo dell’Abissinia. Furono accolti da soldato, ufficiali, ammiragli e quant’altro. A ogni parola che veniva loro rivolta, rispondevano “Bunga bugna!”. La notizia dello scherzo arrivò in Inghilterra e venne diffusa da tutti i giornali dell’epoca, che intitolavano così: “Bunga bungle!”, giocando sul significato di “bungle”, cioè pasticcio. Tornati in patria, i militari vittima dello scherzo venivano salutati dalla gente al grido di “Bunga bunga!”. Insomma, in realtà il bugna bugna è vecchio di più di cento anni. Fino al colpo di scena di questi giorni. Intervistata da Sky Tg, l’attrice Sabina Began ha ammesso candidamente di essere lei il bunga bunga! “Sono io il Bunga Bunga. Non c’è niente di strano in questa cosa mi ritengo un po’ una scimmia” ha detto la ragazza. …

LA MASSONERIA “DISSIDENTE” SCRIVE
A FRATELLO BERLUSCONI
di Gioele Magaldi

Caro Fratello Silvio,
mettiamola in questi termini: con questa Lettera Aperta n.1 (ne seguiranno altre, perché la “posta in gioco” è piuttosto complessa e importante) cercherò di aiutare Te a recuperare memoria e consapevolezza degne di un’aspirante statista (sono quasi 20 anni che “aspiri”…) e tenterò di ispirare nei (talora distratti e negligenti) media nazionali qualche nozione più precisa sul tuo percorso esistenziale e politico.
Un’opera utile, spero, a beneficio di storici e cronisti; valida sia per l’”illuminazione” dei contemporanei che per le ricerche/analisi dei posteri, che altrimenti sarebbero irrimediabilmente falsate e mistificate ad Arte. Non starò a ricordarTi che l’iniziazione massonica — quale tu avesti il privilegio di ottenere direttamente dal Gran Maestro “Emerito” Giordano Gamberini alla fine degli anni settanta, a Roma, alla presenza del Fratello Licio Gelli e di diversi tuoi amici già Fratelli Piduisti — è indelebile, una volta conferita.
Indelebile come ogni ordinazione sacerdotale e misterica.
Non starò a ricordartelo perché tu lo sai bene e lo hai sempre saputo, a partire dalle illuminanti parole usate, durante il rito iniziatico da Lui officiato, da Gamberini in persona.
A partire dai “ripassi” in materia che ebbe a regalarti generosamente il Gran Maestro Armando Corona (1982-1990), durante tutti gli amabili incontri e colloqui che avesti con lui nel corso di molti anni, alla presenza di altri “estimatori” della Via Iniziatica Massonica, come il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga e i tuoi amici Flavio Carboni e Giuseppe Pisanu, per tacere di tanti altri…
Soprattutto, a partire dalle relazioni ancora più significative con certi ambienti del milieu massonico internazionale, maturate dal 1992-93 in poi e di anno in anno sempre più rafforzatesi e perfezionatesi.Per non parlare delle tue letture e dei tuoi “studi”, sapientemente dissimulati, su tanti aspetti dell’Esoterismo in generale e della Massoneria in particolare. Su questo punto, bisogna dare atto al Presidente Cossiga che egli ha sempre saputo aiutarti e sostenerti nella tua opera dissimulatrice…
Per non parlare delle tue letture e dei tuoi “studi”, sapientemente dissimulati, su tanti aspetti dell’Esoterismo in generale e della Massoneria in particolare. Su questo punto, bisogna dare atto al Presidente Cossiga che egli ha sempre saputo aiutarti e sostenerti nella tua opera dissimulatrice…
In molte famose interviste (su quotidiani o libri), il Presidente Emerito della Repubblica ha sempre minimizzato la tua esperienza libero-muratoria, esprimendosi pressappoco così: “Ma Berlusconi bada al potere e ai soldi…che volete che gliene importa di riti esoterici, dei miti antico-egizi di Iside e Osiride…”.
Eh, no Presidente Cossiga! Al Fratello Silvio importa parecchio dei “riti, dei miti, della magia e delle sette esoteriche”, per non parlare delle componenti “filo-egizie ed ermetiche” della sua Weltanschauung.
Ma su questo ritornerò fra breve.
Caro Fratello Silvio, i miei complimenti per la tua straordinaria capacità da vero “Mago Ermetico” (quasi un novello Prospero shakeasperiano…)…
Il “Velo di Maya” con cui- da anni- hai saputo occultare tanti aspetti della tua personalità è davvero molto ben tessuto; con una “trama“ spessa e resistente…
Ci sono cascati in tanti, soprattutto i più sprovveduti antagonisti del centro-sinistra (politici, opinionisti, editorialisti, giornalisti, vignettisti, autori di satira, etc.), ma anche diversi personaggi “ritenuti indegni di superiori rivelazioni”, all’interno della tua variopinta Corte di satrapi, maggiordomi, camerieri, nani e ballerine… Tutti però-anche se non messi a parte dei segreti della schiera più intima di adepti-innalzati a ruoli istituzionali, in virtù delle tue ben coltivate “doti taumaturgiche”, in grado di innalzare “i poveri di spirito” e di trasformare “la feccia e il piombo in oro”.
Però, adesso che si avvicina il redde rationem con la Storia e con l’Ultima Grande Iniziazione (quella che passa per gli Inferi e per mondi ultra-terreni), mi permetterai di rendere giustizia a taluni tratti alti e nobili del Tuo percorso umano ed esistenziale, liberandoti una volta per tutte da quella sapiente “maschera dissimulatrice”,che pure ti è stata tanto utile nel consolidamento del tuo Potere terreno.

Insomma caro Fratello Silvio, gliele vogliamo svelare o no un po’ di cosucce sul “Berlusconi Occulto” a tutti quei politici, servitori dello Stato, faccendieri e giornalisti che, da qualche tempo, consultano quotidianamente (e persino di ora in ora) il sito http://www.grandeoriente-democratico.com , in attesa (o nell’aspettativa terrorizzata…) di rivelazioni gustose sul back-office del Potere italiota? (….) No, Caro Fratello Silvio, mi concederai che così proprio non va…
Cerchiamo perciò di squarciare il “Velo di Maya” e di offrire al torpore degli organi di informazione di massa italioti qualche occasione di risveglio dalle mollezze estive (anche all’epoca di Tangentopoli, la “macchina informativa” fu lentissima a mettersi in marcia a pieno ritmo… e lo fece solo quando direttori, redattori, inviati e cronisti si resero conto che i loro Padrini della Prima Repubblica erano ormai prossimi al crollo definitivo… Che bell’esempio di giornalismo libero, coraggioso e indipendente…!!!).
Allora, come promesso, regaliamo qualche “chicca” sul “Berlusconi Occulto”.
Vedrai, Fratello Silvio, che alla fine ci sarai grato per averti “riabilitato” rispetto all’immagine “macchiettistica” che viene offerta di te da certa stampa “filo-kommunista”.
Questa immagine da “pragmatico uomo di potere, super-piazzista fortunato, gaffeur un po’ grossier, uomo ignorante e un tantino volgare, benché vincente ed efficace, è stata una MASCHERA eccellente con cui dissimulare la tua autentica cifra come Uomo, come Iniziato, come Massone.
Una Maschera che ti è servita fino ad oggi, ma che sarebbe un peccato rimanesse intatta per coloro che dovranno in futuro raccontare la non comune storia della tua vita.
La Storia di un Grande Manipolatore di energie materiali, ma soprattutto spirituali, almeno secondo ciò di cui tu stesso sei convinto e di cui sono convinti gli adepti più intimi del tuo entourage…
Perciò, prima di dedicarci alla parte “ammonitoria” e “diffidante” di questa Lettera Aperta, consentimi di offrire al pubblico qualche onesta visione del Silvio Segreto…

1.Fanno persino sorridere le modalità approssimative e incerte con le quali alcuni giornalisti e/o studiosi hanno infine messo in luce la natura “iniziatica” e “massonica” del complesso di Villa Certosa in Sardegna (Residenza da Te personalmente curata, nella realizzazione, sin nei minimi dettagli) o del Tuo Mausoleo funebre ad Arcore, all’interno di Villa San Martino. Persino l’autorevole Prof. Marcello Fagiolo — che meglio di altri ha spiegato la natura esoterico-massonica del Mausoleo funebre voluto per sé e i suoi più fidi adepti dal Fratello Silvio Berlusconi — non ha dato una lettura ermeneutica esaustiva e completa di questo e di altri complessi architettonici fatti realizzare con convinto piglio da Libero Muratore dall’attuale Presidente del Consiglio italiano. Di una esplicazione compiuta e filologicamente rigorosa delle realizzazioni paesaggistico-architettoniche di significato massonico-iniziatico del Fratello Silvio, ci occuperemo ben presto Noi di Grande Oriente Democratico. Per rendere effettivo omaggio al genio latomistico di questo Fratello, se non altro.

2.Caro Fratello Silvio, vogliamo “rivelare” alla pubblica opinione i tuoi robusti interessi in fatto di Astrologia? Vogliamo dire che non soltanto hai sempre avuto attorno a te (sedicenti) esperti di questa antica Scienza Iniziatica — consultati ad ogni piè sospinto — ma tu stesso ne sei un appassionato cultore? E diciamolo, via! Mica ti vorrai portare tutti questi segreti nel Mausoleo Massonico…

3.Vogliamo rivelare che la tua idea di come usare il “mondo delle immagini” (Maya=Magia) per formare, guidare, trasformare, manipolare pulsioni, sentimenti, convinzioni delle masse di “spettatori”, lungi dall’essere una casuale idea di un pragmatico imprenditore si fonda su ben radicate convinzioni di manipolazione spirituale delle energie “lunari” del “popolo”. Magari, in seguito, faremo il nome di qualcuno dei fraterni consulenti che, nel tempo, ti hanno aiutato a diventare forse il più significativo “Grande Fratello” (in senso orwelliano-massonico) nel mondo dei Media… E citeremo le letture e gli studi cui Tu e qualche tuo Fraterno Amico e Adepto vi siete ispirati e continuate ad ispirarvi…

4.Anticipiamo, una volta per tutte, Caro Fratello Silvio, che la natura reale della tua strategie e delle tue tattiche verso la Presa, la Ri-Presa e la Conservazione del Potere imprenditoriale, mediatico e politico in Italia (dagli anni settanta e fino ad oggi) è stata scandita da rapporti e relazioni con precisi personaggi, cenacoli e logge dell’establishment massonico mondiale. Non sempre ciò è avvenuto come mi sembra sarebbe dovuto avvenire in una Democrazia liberale occidentale e certo non con quella “trasparenza e pubblicità” che si addice ad un aspirante uomo di governo e statista. Qualora si rendesse necessario, su questa vicenda il Gruppo di “Grande Oriente Democratico” si riserva di fare ampia e graduale luce, a beneficio dei cittadini italiani e dell’opinione pubblica europea e mondiale. Dopo aver cominciato a ristabilire la Tua autentica “cifra” di “Grande Fratello” con un invidiabile percorso spirituale e filosofico di schietta natura iniziatica e massonica (altro che “ragazzo coccodè”, come ingenuamente ebbe a chiamarti Eugenio Scalfari e come talora sei riuscito a dissimularti volontariamente, assumendo i connotati innocui e bonari del “barzellettiere brianzolo”) e dopo averTi restituito alla natura più autentica della Tua straordinaria esperienza esistenziale (….)
Ma torniamo a noi, diletto Fratello Silvio. E all’ordine del silenzio che hai impartito – un diktat capillare, dal giornalismo alla politica – col risultato che non un solo esponente del PDL si è azzardato a misurarsi con i contenuti della prima lettera, anche solo per smentirla o criticare l’attendibilità di certe imbarazzanti rivelazioni sulla tua poco onorabile carriera di massone. Ma verrà il giorno in cui sarai costretto a dire almeno due paroline sulla tua identità di Maestro Massone (auto) Illuminato e sulla vera natura della Loggia di Arcore, operativa sin dal 1991.

VIDEO:
– Stretta di mano massonica : Berlusconi corregge Sarkozy
– Silvio Berlusconi, il Satanismo e la Massoneria

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